Airbus: ad impossibilia nemo tenetur

il-blog-di-claudio-lombardi-150x150“Nessuno è tenuto a fare cose impossibili” dice un saggio precetto dei giureconsulti dell’antica Roma. E così non si può pretendere che una compagnia aerea scruti nelle profondità dell’animo umano per scorgere i segni di una pazzia profonda, così profonda da celarsi dietro le apparenze di normalità di un giovane – il copilota Andreas Lubitz – che dalla vita ha già avuto tanto, ma che ha deciso di seminare la morte, la sua e quella degli altri.
Già comprendere cosa spinga a condannarsi a morte da sé è difficile, ma è impossibile quando la condanna è inflitta a 150 persone capitate per caso nelle mani di un pazzo. È impossibile comprendere chi uccide neonati, bambini, ragazzi, gente qualunque, quella gente che si può incrociare per strada, che si può incontrare al mercato, su un bus, su un treno o su un aereo.
Decidere di ucciderli come fossero pedine da buttare giù nello scacco matto che si vuole dare alla propria vita è un atto infame per il quale non ci può essere nemmeno la curiosità di conoscerne le motivazioni. È roba che compete ai medici e ai ricercatori. Ciò che interessa tutti è come difendersi.
Nello schianto dell’Airbus sulla montagna in Francia occorre domandarsi se si è trattato di pura fatalità o se qualcosa andava fatto, ma nessuno ci ha pensato. Se Germanwings non poteva prevedere un gesto così folle poteva, però, fissare procedure che contemplassero anche questa eventualità. Perchè nessuna compagnia aerea lo ha fatto? Finora si è pensato solo al pericolo che proviene dall’esterno; mai si è pensato – nonostante i pochi, ma reali precedenti – al pericolo interno, alla follia di un pilota o di un membro dell’equipaggio.
Da adesso non sarà più ammissibile che questo pericolo venga ignorato. Adesso è accaduto, l’impossibile si è realizzato e si dovrà fare di tutto perchè l’impossibile resti impossibile.
In fondo sarebbe bastato stabilire come regola inderogabile che mai un pilota possa rimanere da solo in cabina di pilotaggio. Se uno si assenta, un altro dell’equipaggio deve prendere il suo posto. E’ ciò che si fa negli Usa, in Europa no. Ma quanto siamo intelligenti e fiduciosi! Quando si tiene in mano la vita di centinaia di persone non si può dare nulla per scontato e ognuno deve sorvegliare l’altro

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