Ancora sui vigili romani malati in massa

Siamo italiani e abituati a fare caciara quando le cose sono chiare e non lo vogliamo ammettere. Non si spiega altrimenti la surreale discussione sull’assenteismo di massa dei vigili urbani romani (e degli autisti della metropolitana). Partendo da un fatto incontestabile si è alzata una cortina fumogena fatta di rivendicazioni sindacali, disagi lavorativi, difficoltà di rapporti col sindaco e quant’altro serva per distrarre l’attenzione.

Purtroppo i sindacati avevano già manifestato un atteggiamento provocatorio e irresponsabile indicendo un’assemblea la notte di Capodanno, assemblea poi saltata per decisione del Prefetto. Alla revoca dell’assemblea ha fatto seguito la diserzione in massa di quelli che dovevano lavorare la notte del 31. Chiaramente non si tratta di casualità, ma di qualcosa che è stato organizzato.

Ciò che è accaduto non è un momento di lotta sindacale, ma è un abuso di diritti sacrosanti dei lavoratori che da oggi sono più deboli. Quando i lavoratori e i sindacalisti perdono la testa e pensano di non avere più limiti succede questo. Oggi fanno la voce grossa, ma non si accorgono che ora si parlerà solo della diserzione in massa e che la cortina fumogena si ritorcerà contro di loro e, purtroppo, anche contro quelli che, invece, si sono comportati correttamente.

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