Art 18: finalmente anche Scalfari lo dice: paghino i ricchi

E ci voleva tanto? Nel suo editoriale di oggi Eugenio Scalfari dice sull’art 18 quello che tante persone di buon senso avevano già pensato (e qualcuno anche scritto proprio qui su civicolab).

La reintegra riguarda poche persone, può essere mantenuta, ma, se diventa un ostacolo per le aziende può essere eliminata purchè ci sia: indennità di disoccupazione per tutti, di adeguata entità e di adeguata durata; politiche attive del lavoro che siano coordinate e diano formazione e assistenza per trovare lavoro. Che sia effettivamente un ostacolo è ancora da dimostrare, ma, insomma, ecco una cosa giusta!

Oggi la reintegra riguarda meno di 3mila persone l’anno mentre la mancanza di quanto elencato sopra riguarda milioni di persone. Si può dire che, siccome conta poco, lo si può anche lasciare? Ma sì, ma non è questa la cosa più importante. E, come non è la più importante, non è nemmeno la più dannosa.

Il punto vero, però, non è stato messo in luce fino ad oggi (almeno sui grandi media). Il punto vero che pone Scalfari oggi è che qualcuno paghi il nuovo welfare che è diventato indispensabile ben più dell’art 18. E questo qualcuno devono essere quei ricchi – di reddito e di patrimonio – che per decenni hanno goduto dei vantaggi di una riforma fiscale che ha portato l’aliquota massima dal 72% al 43% mantenendo quella sui guadagni finanziari al 12,5%  e di una sostanziale impunità per evasione ed elusione fiscale.

L’evasione fiscale fa parte ormai della tradizione culturale italiana. La furbizia viene omaggiata e ammirata. Le retribuzioni assurde di presidenti di società e di amministratori delegati che, anche quando i risultati della loro gestione sono negativi, pagano quanto i loro impiegati e funzionari. I grandi patrimoni pagano quanto i piccoli. Ecco la più grande ingiustizia italiana che, unita alla corruzione e all’appropriazione indebita, ampiamente praticate dai tanti affaristi collusi con la politica, fa mancare le risorse che servono per un welfare giusto.

Vogliamo dire due parole anche su quella parte della sinistra che oggi si straccia le vesti per un marginale art 18, ma non è riuscita ad opporsi al saccheggio delle risorse pubbliche? Oppure non si è accorta della truffa del cambio lira-euro? Vogliamo domandarci quanto soldi sono finiti dalle tasche di chi non decide i prezzi a quelle di chi i prezzi li stabilisce e li riscuote come scrisse all’epoca Marcello De Cecco?

Non vi è ricordo di una grande battaglia quando quella truffa fu consumata. Di tale mancanze l’elenco potrebbe continuare a lungo. No il problema non è l’art 18. Purtroppo, perché sarebbe facile risolverlo

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