Berlusconi fuori dalle istituzioni (di Claudio Lombardi)

berlusconi fuoriOggi inizia l’esame del caso Berlusconi nella Giunta che in Senato si occupa delle elezioni e delle immunità parlamentari. Il caso di B è così semplice che ci si dovrebbe aspettare una decisione rapida per prendere atto della realtà dei fatti che sono chiari: condanna definitiva per un reato di truffa e evasione fiscale commesso anche rivestendo la carica di Presidente del Consiglio. C’è una legge che impone la decadenza da parlamentare per chi ha avuto una condanna, ma c’è un’etica pubblica ed una logica secondo le quali il potente che usa il suo potere contro lo Stato e contro la fiducia dei cittadini non dovrebbe avere più posto nelle istituzioni e in politica.

Difficile da accettare per chi è nato e cresciuto sulla violazione della legalità spacciata per rivoluzione liberale. La forza propulsiva del berlusconismo è stata l’ideologia del “facciamo quello che ci pare”, piaciuta molto ad un bella fetta di italiani che hanno pensato fosse la scorciatoia giusta per risolvere i loro problemi. Provenendo da decenni di clientelismo e di oligarchie (più o meno illuminate) al comando è sembrato uno sbocco naturale alla fine delle ideologie classiche e dei partiti popolari trasformatisi in macchina di potere e di ricatto.

legalitàIl problema è che l’ideologia del “facciamo quello che ci pare” funziona seconda la legge della giungla ossia il più grande mangia il più piccolo. Esattamente questo è avvenuto negli ultimi venti anni con una ridistribuzione del reddito e della ricchezza che è andata dai più deboli (lavoratori dipendenti, pensionati, piccoli artigiani, giovani disoccupati) ai più forti (tutti quelli che hanno avuto il potere di stabilire i prezzi e di godere dell’impunità per l’evasione fiscale più tutti quelli che hanno conquistato una posizione di potere politico e amministrativo da cui ritagliarsi una fetta più grande del reddito nazionale).

L’illusione di arricchirsi liberi da vincoli per una fetta di italiani è stata la base ideologica su cui si è costruito un gigantesco sistema di corruzione e di rapina delle risorse pubbliche che ha portato le istituzioni in mano a banditi e farabutti di ogni risma che hanno messo a tacere i capaci e gli onesti.

Il capo di tutti, il padrone assoluto di quella specie di partito che si chiama Popolo delle libertà è stato il vertice di questo sistema in assoluta coerenza con la sua storia che parte con un patto tra lui e la mafia e passa per un elenco infinito di reati.

Oggi i nodi sono venuti al pettine e l’Italia arriva impoverita e stravolta all’appuntamento con una crisi devastante che non ammette poteri pubblici corrotti e inefficienti.

Oggi i cittadini hanno tutto il diritto di aspettarsi una svolta che metta la legalità al primo posto e stronchi il potere personale di stampo mafioso-feudale che vorrebbe continuare ad usare le istituzioni per prendere in giro gli italiani.

Claudio Lombardi   

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