Bomba atomica: una minaccia reale

senzatomicaIn tempi di conflitti e di minacce assume una particolare importanza l’iniziativa che ha portato a realizzare la mostra “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari (al Macro di Testaccio fino al 30 aprile). Lo scopo è quello di stimolare nei visitatori, attraverso una serie di immagini evocative, di installazioni audiovisive e di pannelli contenenti testi esplicativi, importanti riflessioni non solo in merito all’urgenza del disarmo nucleare – con riferimento alle relazioni tra gli Stati – ma anche sul tema del disarmo interiore – per quanto riguarda le relazioni interpersonali – e sulla connessione esistente tra i due aspetti.

L’originalità della mostra sta nell’aver assunto il tema dell’interconnessione tra gli esseri umani come filo conduttore per sollecitare un cambiamento di paradigma che rimetta al centro le persone nella loro dimensione relazionale.

Ciò non significa ignorare l’esistenza degli stati, delle religioni, delle culture e anche dei conflitti, ma richiamare l’attenzione sulla comune condivisione di una condizione primaria che viene prima di qualunque forma di aggregazione collettiva.

aiuto tra esseri umaniTale cambiamento implica innanzitutto prendere coscienza che il conflitto ha sempre una componente individuale e che affrontarlo nel “piccolo” può avere un effetto anche nei più vasti ambiti nei quali si manifesta.

Emerge in modo chiaro cioè che, se la sicurezza degli Stati può essere fondata, da un punto di vista logico, sul concetto di deterrenza, la sicurezza degli esseri umani si può invece raggiungere solo imboccando strade assai diverse.

Il massimo di questa divaricazione si raggiunge con la bomba atomica che non può dare alcuna sicurezza a nessuno.

Proviamo invece a pensare la sicurezza delle persone in relazione al soddisfacimento dei bisogni, sia primari – acqua, cibo, salute – che di natura immateriale come rispetto, giustizia, educazione, libertà, espressione di se stessi. La sicurezza concepita nelle relazioni competitive e di forza tra stati può anche farsi velo della spinta all’appropriazione delle risorse necessarie per soddisfare i bisogni primari, ma è in realtà fondata sugli interessi delle classi dirigenti che guidano i popoli (o dalle quali i popoli si fanno guidare).

morti per fameNon vi è sicurezza se ogni giorno 45.000 persone muoiono per cause legate alla denutrizione e se la massa dei poveri preme sui territori dove è diffuso un maggior benessere. Non vi è conflitto armato in grado di eliminare questa pressione che si esprime in una dimensione storica.

La storia dell’umanità è piena di guerre. Solo in quest’epoca però possediamo la capacità di distruggere il nemico e noi stessi con le armi atomiche.

Il fatto che queste armi esistano e che la maggior parte di noi sia abituata a sentirne parlare fin dalla più tenera età non può condurci a ritenere normale e accettabile la loro detenzione. Per tanto tempo siamo stati abituati all’equilibrio del terrore tra due superpotenze, che sono riuscite a non usarle. Ma gli effetti li conosciamo perché Hiroshima e Nagasaki ci hanno mostrato il destino dell’umanità se qualche gruppo dirigente impazzito decidesse di farle esplodere.

esplosione nucleareE purtroppo non possiamo escludere l’esistenza di gruppi dirigenti impazziti per volontà di potenza o per motivazioni di fanatismo ideologico o religioso. Al contrario il XX° secolo dimostra che questa possibilità esiste.

Per questo non può esistere sicurezza fino a che le armi nucleari saranno disponibili in varie parti del mondo.

La mostra si propone di trasmettere il messaggio che ognuno di noi ha il potere di incidere sulla realtà anche solo agendo nello spazio della propria vita.

Come ha scritto il famoso studioso pacifista Johan Galtung: “Dobbiamo essere realisti nelle nostre menti e mantenere viva la fiamma dell’idealismo nei nostri cuori”.

Attingendo alla speranza che esiste nella profondità della vita, ognuno di noi può fare qualcosa e oggi questo significa porsi l’obiettivo di mettere al bando le armi nucleari. Dovunque e per chiunque

Anna Costa http://www.senzatomica.it/

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