Buone notizie dai ballottaggi nei comuni

Voto finale in tanti comuni che non avevano eletto i sindaci al primo turno. Tutti i commenti mettono in risalto il risultato del PD, l’elezione di nuovi sindaci del M5S (tra cui Livorno e Civitavecchia), la conquista di Perugia da parte di Forza Italia ecc ecc.

Le uniche vere notizie sono la conferma di una vasta astensione dal voto e la “facilità” con la quale gli elettori scelgono di cambiare voto. Si potrebbe dire che gli elettori scelgono comunque di cambiare: cambiare voto per cambiare politiche e per cambiare la politica. In questo quadro anche l’astensione può essere l’anticamera di un cambiamento, quasi una fase di attesa e di osservazione.

Tutte le forze che non sanno rinnovarsi e che rimangono incastrate nella rete di relazioni che una lunga abitudine al potere comporta illudendosi di poter contare su improbabili “zoccoli duri” vengono punite. Ed è giusto che sia così. Magari ci si stupisce che con tutto quello che è accaduto negli ultimi anni ci sia ancora qualcuno nel PD che si illude di vivere di rendite di posizione forse pensando che le buone azioni (e la distribuzione di favori) del passato possano funzionare per sempre.

Forse è ora che nel PD si sveglino dal lungo sonno che sta dormendo la sinistra fin da quando cadde il muro di Berlino nel 1989. Decenni di opposizione, ma anche di divisione in aree di influenza, avevano creato le condizioni per considerare lo strumento partito e tutte le porte che con questo si potevano aprire come un terreno di caccia privato dei gruppi dirigenti. Si è affermato così un conservatorismo di sinistra (e un clientelismo e un affarismo) che ha attirato tanta gente concentrata solo a difendere i propri interessi e a far  carriera con la politica. Gente così ce n’è dappertutto, ma la cosa è molto grave in un partito nato per cambiare l’Italia e che solo adesso inizia a muoversi con decisione.

Una bella sveglia ci voleva e l’affermazione del M5S è il pungolo giusto per dire agli eredi di quei gruppo dirigenti (anche se giovani): o cambiate o vi cacciamo dal potere.

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