Cambiare la Costituzione così?

il punto del blogSarebbe meglio di no. Cambiare la Costituzione in un clima di scontro in Parlamento e fuori tra maggioranza e opposizioni e all’interno dello stesso Pd non è un bello spettacolo. Tra accuse reciproche di golpe, svolta autoritaria, irresponsabilità e quant’altro i cittadini cosa devono pensare?

Trattare le scelte politiche come atti di guerra, come battaglie nelle quali ci si gioca sempre il tutto per tutto è cosa sciagurata. L’ostruzionismo è una vecchia pratica della democrazia parlamentare, ma bisogna sempre fare la tara quando chi lo pratica lo giustifica come una necessità estrema e si sente in diritto di bloccare del tutto il lavoro parlamentare.

Eppure le cose sarebbero abbastanza semplici: la maggioranza ha deciso di proporre alcune riforme e su queste ha voluto arrivare fino all’approvazione finale. Che altro si pensava dovesse fare? Per ognuna le opposizioni hanno gridato al disastro come se si trattasse sempre dell’ultima spiaggia su cui resistere fino alla fine. Ma cosa c’è di strano in una maggioranza che vuole far approvare le sue proposte?

Si dice che, specie quella costituzionale ed elettorale, dovessero essere concordate con le opposizioni. Giusto e, infatti, è ciò che è accaduto con il famoso Patto del Nazareno oggi rotto da uno dei contraenti (Forza Italia).

Anche nel Pd ci sono stati e ci sono scontri con la minoranza interna che non ritiene vincolanti i vari voti con i quali quel partito ha scelto la sua linea. Anche qui ci vuole un po’ di ragionevolezza: cosa c’è di strano a voler applicare una decisione presa con tutti i crismi della democrazia?

Insomma da varie parti ogni occasione è buona per menare botte da orbi (in senso metaforico) cercando in questo modo una rivincita sui risultati elettorali. Diciamo pure che Renzi non aiuta con certi suoi atteggiamenti spavaldi. A volte dovrebbe ricordare che la politica è anche mediazione. Comunque così facendo si crea un clima guerresco che diseduca i cittadini alla democrazia perché fa intendere che più che il rispetto delle regole conti ciò che ogni minoranza proclama essere la verità come se si trattasse di uno scontro tra fedi religiose. Eppure sarebbe così semplice esporre le proprie ragioni in tutti i modi consentiti e poi arrivare ad una decisione. La pretesa di non concludere mai fa solo danni

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