L’ antimafia capitale che serve

Penso sia arrivato il momento di una nuova Resistenza civica contro le mafie, i loro protettori, i loro soci occulti, i politici che ne traggono profitto o che convivono con questo cancro. Dai roghi della terra dei fuochi, alla devastazione delle coste, al caporalato schiavista delle campagne, ai monopoli criminali dello smaltimento dei rifiuti, alle distruzioni ambientali, alle centinaia di

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La morte dei migranti

Le immagini terribili e brutali dei cittadini del mondo (perché chiamarli migranti?) che provano a sopravvivere ai conflitti e alla fame -cercando terra ed accoglienza- sono diventate serialità narrativa. Con il contorno della deformazione iperbolica dei dati reali (l’Italia ben al di sotto di altri paesi nelle richieste di asilo) e della strategia della paura, funzionale alle subculture xenofobe e

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Stop al diritto di sciopero selvaggio

Nella seduta del 15 ottobre 1946 la prima sottocommissione del’Assemblea Costituente, presieduta da Umberto Tupini, approvava il seguente testo: “Il diritto di organizzazione sindacale è garantito. E’ assicurato a tutti i lavoratori il diritto di sciopero. La legge ne regola la modalità di esercizio unicamente per quanto attiene: alla procedura di proclamazione, all’esperimento preventivo dei tentativi di conciliazione, al mantenimento dei

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Roma è l’Italia

Sembra che una maledizione si sia abbattuta sulla Capitale. Dai trasporti ai rifiuti, dalla pulizia della città al decoro urbano, dalla convivenza tra le persone all’ordine pubblico, dallo stato delle strade all’uso del denaro pubblico, dal funzionamento delle amministrazioni al rispetto della legalità. L’impressione è che non funzioni più nulla e che la città sia allo sbando. Persino l’aeroporto di

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Rai: ma quale riforma?

Nello stile efficientista di questo governo ci si avvicina all’approvazione della riforma della Rai. L’obiettivo è chiudere prima di ferragosto, ma anche se non ci si riuscisse lo spostamento sarà di poche settimane. La velocità, però, non è sufficiente: ci vogliono anche i contenuti. Non basta mettere la targhetta “riforma” su un testo e dare l’impressione di aver cambiato tutto.

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Un’ Europa troppo grande e poco politica

Nell’UE c’è qualcosa che non funziona. L’integrazione è andata avanti in modo poco lineare, si sono persi l’entusiasmo e la visione dei padri fondatori e manca una direzione politica dell’Unione. Un esempio è il trattato di Schengen che ha fissato una frontiera comune con ridicole linee guida in tema di immigrazione e senza una politica di accoglienza comune. I paesi

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L’ idea di Europa nella nebbia

Ora che le acque si sono un po’ calmate (fino a domenica) possiamo chiederci: cosa abbiamo capito e cosa ci sta insegnando la “tragedia” greca? Forse l’unico merito del referendum indetto da Tsipras è stato di riportare l’attenzione di un’opinione pubblica un po’ stanca e un po’ distratta sull’eccezionalità della situazione europea rimasta appesa ad una moneta unica, ma priva

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