Elenco dei problemi che avrei presentato al ministro Gelmini a “Che tempo che fa” (di Adriana Bizzarri)

Ho assistito all’intervista di Fabio Fazio al Ministro Gelmini a “Che tempo che fa” del 13 marzo e ho pensato che è stata persa una occasione unica per far conoscere dati e fatti sui quali il Ministro non avrebbe avuto risposta facile. Ne cito solo alcuni, nella speranza che si riesca, prima o poi, ad ottenere risposta.  Sovraffollamento aule Il

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Legge sul testamento biologico: perché non posso decidere come voler essere curata? (di Mina Welby)

Il testamento biologico, o meglio le disposizioni anticipate sui trattamenti sanitari, consiste semplicemente nelle dichiarazioni che io faccio oggi per un even­tuale momento futuro in cui non sarò più in grado di poter esprimere al medico che mi deve curare la mia volontà su quello che può o non può fare sul mio corpo. Anche fare o non fare queste

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Ci sono “Valori” e valori: etica pubblica, Chiesa e berlusconismo (di Ilaria Donatio)

Se esiste un’affinità “elettiva”, emersa in maniera prepotente nell’ultimo decennio di governo del centrodestra, è quella che collega il berlusconismo alla chiesa cattolica – più precisamente – alle gerarchie vaticane: una sorta di parentela acquisita che il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti individua e chiama con il suo nome. “Sia la chiesa, sia la cultura berlusconiana”, scrive Galimberti, “fanno riferimento

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Ai bambini della Libia, sfregiati nel corpo e nell’anima, senza più diritti (di Lilly Ippoliti)

C’è un silenzio sconfinato e innaturale sulle spiagge della Libia. Perfino la risacca non fa rumore. Non si vedono in giro secchielli e palette, dimenticati al tramonto, dopo giornate di corse nel sole. E’ il silenzio sconfinato e innaturale dei cimiteri. Il silenzio agghiacciante delle fosse comuni, dove i corpi dei bambini occupano meno spazio e, quindi, se ne possono

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Lettera aperta a Berlusconi sulla scuola pubblica (di Monica Fontanelli)

Presidente Berlusconi, sono un’insegnante della scuola pubblica. Cerco di trasmettere ai miei studenti quei valori che sono propri di una societa’ civile e democratica. La solidarieta’, la comprensione, la tolleranza, la liberta’ di pensiero. Cerco di formare cittadini e non sudditi, cerco di sviluppare nei ragazzi la capacita’ critica, la capacita’ di interpretare cio’ che accade, il mondo nel quale

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Berlusconi: “la scuola pubblica non educa”. E lui? (di Mila Spicola)

Pubblichiamo un’ altro intervento dei molti suscitati dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla scuola pubblica tratto dal sito http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com Premetto la conclusione: la scuola pubblica educa. Ed educa meglio delle private. Dati alla mano. Oggi, la dichiarazione del nostro “premier esemplare”. Il difensore della famiglia e dell’educazione (termine che in bocca a lui suona come una bestemmia contestualizzata, parafrasando

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Prima le donne e i bambini: la sfida di essere sé stessi (di Lilly Ippoliti)

Quest’espressione cavalleresca che, letta superficialmente, ha indicato per secoli un comportamento rispettoso e gentile, ha coperto, invece, i peggiori soprusi. Gli uomini che lasciavano il passo alle signore e davanti a loro si toglievano il cappello trovavano del tutto naturale, poi, che le donne non avessero diritto al voto, non potessero iscriversi all’ università, fossero sottopagate e contassero qualcosa solo

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I massacri in Libia, la rivoluzione dei giovani in nord africa e l’Italia (di Claudio Lombardi)

Ormai dovrebbe essere chiaro a molti che la crisi del nord africa con la caduta di regimi che apparivano solidi, ma che si sono rivelati odiosi per la maggioranza della popolazione, pone il problema urgente di ridisegnare la politica estera dell’Italia e dell’Europa. Gli Stati uniti già lo stanno facendo e l’appoggio alle rivolte in Tunisia e in Egitto dimostra

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La dignità delle donne: tante piccole luci per danzare la vita (di Lilly Ippoliti)

“ E se, invece di vivere la Vita, provassimo a danzarla?” Roger Garaudy  Una mattina rovente di luglio 2010. Un trafiletto su “La Repubblica” annunciava un incontro “trasversale” per riappropriarsi della dignità delle Donne e invitava chiunque , di buona volontà, per la sera, all’Accademia di Danza. La proposta arrivava da una giovanissima e sconosciuta Associazione che faceva capo alle

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