Divagazioni sul sogno dei veneti e dei lepenisti (di Claudio Lombardi)

ostilità tra europeiI veneti se ne vogliono andare dall’Italia. I leghisti e i 5stelle dall’euro. La Le Pen incanta tanti francesi rivendicando il diritto di  avere una moneta nazionale. L’elenco potrebbe continuare perché cambiano i suonatori, ma la musica è sempre quella: vogliamo essere liberi e fare come ci pare.

Va bene. Cerchiamo di capire che significa. I veneti fuori dall’Italia avranno bisogno di una loro moneta e di relazioni con gli stati che gli stanno intorno e anche con quelli più lontani. Ci sarà bisogno di trattati e di accordi commerciali. Le relazioni economiche saranno basate su ciò che il Veneto può produrre, ma sempre un import-export ci dovrà essere. Qualcuno dovrà raccogliere l’uva e le mele, accudire il bestiame, stare al tornio, assistere gli anziani, pulire le case ecc ecc. Lo faranno solo i veneti? E chi lo sa.. I veneti poi saranno in grado di dettare le loro condizioni sui mercati? Non ci sarà concorrenza con le produzioni di altri paesi? D’accordo, il Veneto metterà dei dazi così i prodotti esteri costeranno molto di più, ma pure quelli veneti saranno colpiti dai dazi perché queste cose sono sempre reciproche. E poiché la produzione del Veneto è pur sempre limitata, prima o poi, le importazioni costeranno molto più e le esportazioni renderanno meno. Forse. Non si sa. Ma certo le dimensioni contano e il Veneto sarà sempre un vasetto di coccio in mezzo a giganti che parlano la sua stessa lingua, quella della libertà e dell’assoluta autonomia.

front national FranciaGià perché nel frattempo anche i francesi si saranno liberati dall’odiosa oppressione dell’Europa e cominceranno a competere con le economie simili alla loro. E chi incontreranno subito sui mercati internazionali (l’Unione Europea non ci sarà più e i confini torneranno quelli del secolo scorso)? Ma il Veneto! Vino francese contro vino veneto, mobili contro mobili e così via.

Peccato che il Veneto si troverà di fronte un popolo orgoglioso e per niente disposto alla solidarietà perché guidato dai veri patrioti del FN con la Le Pen Presidente della Repubblica. La concorrenza sarà spietata e la Francia si farà forte della sua economia, della sua moneta, delle sue finanze e, diciamolo, anche delle sue forze armate. Il piccolo Veneto resisterà strenuamente e passerà di svalutazione in svalutazione della sua “monetina” per abbassare i prezzi delle esportazioni. Peccato che la benzina dovrà importarla. Così come altre migliaia di cose. Ma in cambio sarà libero da Roma e dall’Europa! La libertà, si sa, non ha prezzo. Amen.

nazionalismiLa stessa cosa però accadrà in tutta la ex Europa non più unita e i tedeschi si scontreranno con i francesi, con gli italiani residui, con gli spagnoli e tutti se la vedranno con gli inglesi. Ognuno reso duro dal possesso di una moneta nazionale a difesa di economie rigidamente chiuse nei propri confini. Nemmeno uno spillo potrà uscire senza il controllo nazionale. Finalmente niente più moneta unica, niente più circolazione delle merci e, naturalmente, delle persone. Passaporti e frontiere come ai vecchi tempi. E eserciti ben armati.

Un brutto giorno, però, cominceranno a volare parole grosse tra l’uno e l’altro; prima per questioni di dettaglio (il vino tagliato, i formaggi rifatti, il latte inquinato); poi per questioni più grosse (banche e assicurazioni; metallurgia, centrali elettriche) fino ad arrivare alle minacce vere e proprie.

Gli italiani in Germania non saranno più ben accetti; i francesi in Spagna si sentiranno a disagio. Si formeranno organizzazioni giovanili di patrioti che cercheranno il pelo nell’uovo ossia le ragioni delle difficoltà di far girare meglio le economie nelle culture degli altri popoli. Qualcuno scoprirà complotti per sabotare i prodotti nazionali e, infine, si arriverà a schierare le truppe alle frontiere. Mica per fare la guerra, solo per sottolineare la propria presenza.

scontro tra europeiIntanto fioriranno i culti dei caratteri identitari delle tradizioni locali e si guarderà con diffidenza a tutto ciò che apparirà diverso.

Tutti si saranno liberati dall’oppressione dell’Europa, ma si troveranno incredibilmente più soli in balia di pulsioni aggressive e si accorgeranno che la competizione globale non sarà affatto scomparsa e che intere economie continentali si getteranno alla conquista dell’Europa che fu. Il fragile Veneto si sentirà tradito e la disperazione si impadronirà di tanti onesti lavoratori e imprenditori assediati da un mondo ostile guidato solo dal suo tornaconto.

Alla fine una guerra stabilirà chi ha più diritto degli altri. Anni di distruzioni e massacri, la guerra finirà come sempre è finita. Qualcuno ci rifletterà e comincerà a dire che stare uniti è meglio perché dall’unione si può costruire; dalla divisione e dall’ostilità no.

Ora però torniamo alla realtà. Perchè l’incubo non si avveri l’Europa va cambiata profondamente cominciando dalla cancellazione del fiscal compact, dalla trasformazione della BCE in una vera banca centrale e dalla creazione di un debito pubblico europeo. O si farà questo o continueremo a sognare incubi

Claudio Lombardi

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