DOPARIE: base e vertice si incontrano nella democrazia (di Maurizio Soverchia)

Si amplia ed esce allo scoperto il dibattito sulle doparie, nel mondo della politica italiana e tra i cittadini. Doparie, un progetto scientifico del CNR che intende sviluppare ed attuare “le primarie dopo le elezioni”, sulle decisioni di governo o di opposizione. Uno strumento di democrazia partecipativa e deliberativa per assumere decisioni cruciali e controverse all’interno dei partiti politici, ideato dal ricercatore Raffaele Calabretta. Doparie perché si fanno dopo le elezioni e costituiscono un momento di contatto e di partecipazione democratica diretta, in grado di migliorare la qualità della democrazia rappresentativa.partecipazione

Sarebbe comunque erroneo considerarle una sorta di referendum aperto a tutta la cittadinanza, in quanto essenzialmente consistono in consultazioni tra i partiti e quella parte di cittadini che si riconoscono come loro elettori, ma che intendono evitare il momento di rappresentanza “grezza” costituito dal referendum del SI’ e del NO (vedi articolo scientifico tradotto in italiano).

Dalle doparie scaturisce la necessità dei militanti e degli elettori di avere accesso a dati reali e verificabili, per instaurare una discussione produttiva nel merito di un problema, che abbia in seguito un riscontro in termini decisionali.

Il PD, per esempio, si è da tempo avvicinato alle doparie. Dirigenti e circoli territoriali hanno cominciato un dibattito che è sempre più ampio. L’iniziativa più recente, organizzata e promossa dal progetto di ricerca Doparie e dal circolo PD Trastevere, si è tenuta dopo il primo turno di votazioni per le comunali cittadine a Roma, in un teatro piccolo, ma stracolmo, con alcuni ospiti che hanno presentato il progetto e tanti cittadini interessati e incuriositi  che sono intervenuti sui diversi temi svelati dal progetto (vedi pagina evento su Facebook).

partecipareLa partecipazione alla politica è in crisi perché il cittadino sente di non contare e questo stato ovviamente aumenta la disaffezione. Le doparie sono un tentativo di mettere in campo iniziative volte a migliorare questa situazione, per un ritorno alla ricognizione della società italiana fatta da individui responsabili, in quanto conoscono i problemi e tentano di fornire soluzioni.

Oltretutto lo statuto del PD prevede lo strumento del referendum, istituto che non è mai stato regolamentato e utilizzato, allo scopo di mobilitare le strutture del territorio su problematiche specifiche. La difficoltà di chiedere l’attuazione del referendum sta nel numero altissimo di firme da raccogliere – circa trentamila – cifra che è al di là della ragionevole possibilità di un gruppo di militanti.

Si dovrà quindi pervenire all’approvazione di un regolamento che consenta anche l’effettuazione delle doparie con una trasmissione di informazioni dai vertici verso la base e dagli iscritti ai vertici.

Si tratterebbe in fondo di costituire, in tempi brevissimi e con un investimento risibile, una vera rete di comunicazione dall’alto verso il basso e viceversa e in orizzontale – ovviamente – che consenta lo scambio di informazioni in tempo reale.

In fin dei conti un modello e un esempio che può essere adottato da altri partiti e dai movimenti che fanno della partecipazione la loro bandiera. La partecipazione, infatti, non basta affermarla, bisogna praticarla e renderla accessibile per tutti. Solo così si rende un servizio che migliora la politica e rende le decisioni più affidabili e condivise. La protesta oggi così diffusa deve portare cambiamenti reali e quello dei meccanismi decisionali di chi dice di rappresentare i cittadini è il primo passo da fare.

Maurizio Soverchia

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