Due anni di governo Renzi: più o meno tasse?

taglio tasse

Nella confusione delle polemiche politiche bisogna fare riferimento a chi fa delle ricerche basate sui dati per capire qualcosa in più. Ed ecco che a fare un po’ di luce sui risultati delle scelte del governo, perlomeno in materia fiscale, arriva uno studio della Twig (http://www.twig.pro/politica_economica_renzi/) start up nel campo dei centri di ricerca economica. Il dato complessivo fissa in 19,4 miliardi l’alleggerimento fiscale di cui gli italiani beneficiano attualmente. Due leggi di stabilità – 2015 e 2016 – più i vari decreti economici che si sono succeduti in due anni di lavoro sono stati esaminati per valutare la ricaduta complessiva sulle tasche degli italiani nel 2016. Ovvero: paghiamo o no meno tasse quest’anno e di quanto e a beneficio di chi?

tasse impreseAl primo posto ci sono le imprese, poi i lavoratori dipendenti, ma anche consumatori, banche, proprietari di case, professionisti e pensionati. Insomma, la riduzione delle tasse da parte del governo Renzi c’è stata, anche se non tutti hanno goduto degli stessi vantaggi. Secondo lo studio della Twig le imprese hanno avuto un taglio di 13,1 miliardi che discendono dalla legge di stabilità del 2015 (azzeramento dell’Irap sul costo del lavoro e dei contributi sociali per le assunzioni stabili). Con la legge di stabilità 2016 sono arrivati altri tagli di 800 milioni per la decontribuzione sui nuovi assunti e poi altro ancora per l’Imu sui terreni agricoli e sui cosiddetti “imbullonati” (macchinari che pagavano l’Imu).

Il lavoro dipendente ha avuto qualcosa di meno perché i lavoratori dipendenti che guadagnano sotto i 1.500 euro netti di stipendio mensile continuano ad avere diritto al bonus di 80 euro che vale nel 2016 circa 9,5 miliardi euro. Vanno poi aggiunti i 400 milioni della defiscalizzazione dei premi di produttività. (Ovviamente il bonus degli 80 euro viene considerato come una diminuzione di imposte e non come una maggiore spesa come appare formalmente nei documenti di bilancio).

aumento ivaMeno appariscente, anzi decisamente nascosta, c’è poi la questione della eliminazione delle clausole di salvaguardia che, in caso di mancati tagli, avrebbero fatto scattare da quest’anno l’aumento dell’Iva a carico di tutti i consumatori per la bellezza di oltre 20 miliardi (13,5+7 posti dal precedente governo). Eliminati, corrispondono ad una riduzione di tasse anche se nessuno li ha visti perché l’IVA doveva aumentare ed invece è rimasta tale e quale..

Hanno avuto, come è stranoto, molto anche i proprietari di immobili perché è stata abolita la Tasi sulla prima casa. Un taglio di 3,7 miliardi.

Anche le banche hanno avuto un taglio fiscale di 600 milioni (deduzione integrale nell’esercizio in corso delle svalutazioni e delle perdite sui crediti).

Tanto per non dimenticare nessuno ecco i lavoratori autonomi con 500 milioni di alleggerimento del carico fiscale sulle piccole partite Iva dei professionisti, e i pensionati over 75 ai quali è stata elevata la “no tax area” da 7.500 a 8.000.

IMU TasiMa c’è anche chi quest’anno pagherà più tasse per colpa dei provvedimenti del governo Renzi. Sono il gioco d’azzardo e la rendita finanziaria (aliquota elevata dal 20 al 26 per cento secondo una vecchia proposta sostenuta dalla sinistra per tanti anni quando la tassazione era ancora ferma al 12,5%). Infine le misure per contrastare l’evasione fiscale e quelle che arrivano dal rientro dei capitali dall’estero (voluntary disclosure) e dai provvedimenti sull’Iva per la grande distribuzione e per i fornitori dello Stato (reverse charge e split payment). In tutto una dozzina di miliardi.

Ultima nota, la copertura dei 19,4 miliardi di riduzione delle tasse è arrivata in gran parte dalla cosiddetta flessibilità (cioè da nuovo deficit) e in piccolissima parte da tagli alle spese.

Basta, non basta? Si poteva fare di più? Sì certo, soprattutto sul fronte del recupero dell’evasione fiscale e dei tagli alla spesa pubblica, della lotta agli sprechi e alla corruzione. È ciò di cui si discute quasi ogni giorno, ma intanto è giusto rendersi conto di quel che è stato fatto a dimostrazione che se c’è la volontà qualcosa si può fare

Claudio Lombardi

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