Fiducia sull’italicum: forza o debolezze opposte?

il blog di claudio lombardiIl fatto che si voti la fiducia sulla legge elettorale non è un buon segno di forza e di coesione né intorno ad un programma di maggioranza né sui valori fondamentali che dovrebbero unire questa all’opposizione. Una legge elettorale dovrebbe essere condivisa da tutti, ma pensare che i nostri rappresentanti riescano a superare il culto dei loro interessi o punti di vista particolari per individuare il miglior sistema elettorale per gli italiani è cosa vana.

Tutte le discussioni, tutti i convegni, i gruppi di studio, i comitati di saggi che si sono succeduti nel corso degli anni hanno arzigogolato sui più astrusi meccanismi pur di non riconoscere che bisognava partire mettendo da parte gli interessi elettorali di ciascuno.

La fiducia sull’italicum ha diversi significati. Primo, che il Pd, il partito più forte, è incapace di arrivare ad una decisione condivisa e rispettata. Non sono bastati il congresso, le primarie, le riunioni della direzione e dei gruppi parlamentari. I meccanismi della democrazia interna sono stati disconosciuti da una parte del partito e il problema che si pone oggi è se questo Pd ha ancora senso.

Secondo, manca una cultura delle istituzioni anche in una parte dell’opposizione. Ma, questo, trattandosi di Forza Italia che ha votato quel testo pochi mesi fa e oggi grida al “fascismo renziano” non stupisce più di tanto nè aiuta a capire cosa propongano in alternativa.

Gli unici con le idee chiare sono i Cinque Stelle che vogliono tenere il sistema elettorale nato dalla sentenza della Corte Costituzionale privilegiando la rappresentanza rispetto alla governabilità. Ma la prima senza la seconda serve a poco.

La fiducia posta oggi è una prova di forza che rivela più di una debolezza e non solo da parte del governo Renzi

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