Genova e dintorni: ci stupiamo, e poi ?

C’è qualcosa che non quadra:

  1. Ci stupiamo che la politica si dimentichi che Genova vive sotto la minaccia del fango.
  2. Ci stupiamo che le burocrazie e le magistrature se la prendano comoda e si occupino di cavilli mentre c’è un’emergenza in corso e la gente è esposta al pericolo.
  3. Forse non ci stupiamo, ma un pensierino lo facciamo sugli organi di informazione che dimenticano presto le tragedie e passano a temi più freschi da proporre all’opinione pubblica.
  4. Dovremmo stupirci che i cittadini accettino tutto ciò pur essendo in prima linea vittime sacrificali della lenta vischiosità che hanno tutte le decisioni che passano per la macchina politica-amministrativa-giudiziaria.
  5. Dovremmo stupirci che non ci siano movimenti di protesta capaci di sturare le orecchie e mettere di fronte alle loro responsabilità chi se le scorda continuamente.
  6.  Dovremmo stupirci, ma siamo rassegnati e abituati a questo sistema di governo nel quale non esistono certezze e non esiste fiducia possibile perché viene continuamente tradita.

Purtroppo i temi di cui si discute spesso sono i meno rilevanti riforma del Senato e articolo 18 compresi. Poi bastano pochi giorni di pioggia a distruggere la vita delle persone e allora ci ricordiamo che nessuno ha pensato a portare a termine ciò che era stato promesso dopo altri morti e altre distruzioni. Per qualche giorno notizie in prima pagina e scandalo. Poi tutto torna come prima.

Bisognerebbe riflettere sulla facilità con la quale tutti noi ci distraiamo e corriamo dietro a bandiere e a simboli. Bisognerebbe riflettere…..

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