I 100 fiori degli sprechi e delle ruberie

Ogni giorno porta la sua pena. La notizia di oggi è piccola e locale, ma significativa. Il consigliere comunale di Roma Athos De Luca ha denunciato uno scandalo, tanto per cambiare, pagato con i soldi dei cittadini. Lo scandalo riguarda l’OGR (Officine Grandi Revisioni) di proprietà dell’ATAC l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Roma. Precisiamo che l’ATAC è da sempre di proprietà pubblica al 100% così i nemici delle privatizzazioni sono accontentati e dovrebbero essere anche rassicurati che questo ennesimo scandalo non deriva dall’avidità dei privati.

Di che si tratta? Intanto il presidente dell’ATAC Grappelli è anche amministratore delegato dell’OGR e quindi prende due retribuzioni. D’accordo è una vecchia storia che più alti sono gli incarichi e più si moltiplicano come se questi “super eroi” potessero lavorare 24 ore su 24. Diciamo che è una pratica scandalosa con la quale chi ha il potere di farlo prende tutto quello che può senza rispetto per la logica e per la decenza.

Andiamo avanti. Nell’OGR, secondo la denuncia di De Luca, lavorano 130 meccanici e 20 amministrativi; il lavoro è fatturato ad ATAC a 55 euro l’ora (la concorrenza delle officine private si ferma a 25 euro l’ora) e l’orario di lavoro arriva fino alle 13 (la concorrenza ovviamente copre tutta la giornata). Risultato? Una spaventosa improduttività. Basti dire che hanno revisionato un solo treno dei 3 previsti al costo di 6 milioni e mezzo di euro (De Luca ricorda che comprarlo nuovo costerebbe 8 milioni).

A carico loro? Noooo, a carico nostro. Questo è il punto, perché ATAC la paghiamo noi sia con i biglietti sia con i contributi pubblici.

Ecco, quando si parla di deficit pubblico e di debito, di parametri per restare nella moneta unica ricordiamoci anche di questi sprechi (o, meglio, ruberie legalizzate) perché l’Italia è anche questo e prendersela con la Germania per coprire questi scandali e pretendere di continuare così non è solo folle: è delinquenziale. E ci candida ad essere il paese dei ladri e dei corrotti.

E poi, è lecito chiedere perchè si è creato a Roma tutto questo marciume? Cosa hanno fatto quelli che hanno amministrato la città per decenni? E i sindacati dov’erano mentre si faceva scempio del denaro pubblico? Gli stessi sindacati che minacciano una lotta dura al sindaco Marino perchè vorrebbe mettere in discussione il salario accessorio dei dipendenti comunali considerato illegittimo dagli ispettori del Tesoro, ma una compensazione per i mancati rinnovi contrattuali dai sindacati.

Insomma è mai possibile che tutti si mobilitino quando si toccano gli interessi di categoria e tutti stiano zitti quando si saccheggia il denaro pubblico?

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