I disastri, la crisi e l’insostenibile leggerezza dei politici (di Claudio Lombardi)

In una delle zone più ricche e più sviluppate del Paese un terremoto di media intensità provoca crolli diffusi, numerose vittime e molte migliaia di sfollati perché la prevenzione e il rispetto di regole prudenziali nella costruzione degli edifici e nella messa in sicurezza è l’ultima delle preoccupazioni delle istituzioni, delle amministrazioni pubbliche e di tanti cittadini abituati al tirare a campare, all’arte di arrangiarsi e incapaci di chiedere il rispetto dell’interesse generale da chi questo deve fare senza se e senza ma.

Un politico di lungo corso e di esibita fede cattolica, Roberto Formigoni, viene scoperto a libro paga di un mediatore di affari nella sanità lombarda. Sanità che dipende dal governo della Regione cioè dallo stesso Formigoni. Secondo i magistrati molti milioni di euro costituiscono il bottino del mediatore, Daccò, e le spese a favore del Presidente della Regione, scoperte finora, ammontano a cifre dell’ordine di milioni di euro (una barca di 27 metri a disposizione, vacanze in paradisi non celesti bensì terreni da decine di migliaia di euro a volta, una villa in Sardegna venduta ad un terzo del suo valore ecc ecc). Non serve altro per dichiarare il Formigoni bugiardo e disonesto e per chiedere alla Magistratura di metterlo nelle condizioni di non nuocere ulteriormente alle istituzioni. Un presidente di regione pagato in natura con viaggi, ville scontate e altre utilità da chi è in affari con la regione stessa è incompatibile con la democrazia ed è inutile e dannoso per i cittadini.

Ci siamo appena liberati da un governo diretto da un imbroglione che ha passato più tempo a svicolare dalle inchieste giudiziarie a suo carico, a fabbricare leggi personali e a combattere i magistrati che a governare e assistiamo increduli al tentativo di riciclarsi come un leader del popolo addirittura preso a riferimento da giovani che vorrebbero rifondare il Pdl. Ma cosa vogliono rifondare e su che basi se non fanno i conti con i disastri prodotti dal berlusconismo? E Berlusconi sarebbe il loro candidato alla Presidenza della Repubblica con il suo codazzo di ladri e di puttane? C’è da chiedersi da dove vengano questi giovani e che idea abbiano dell’Italia e dello Stato.

In questi confini si svolge la vicenda italiana emblema di una leggerezza della politica che non sa governare, ma sa conquistare il potere e mantenerlo distruggendo risorse e mandando a picco il Paese.

Domandiamoci quanto ci è costato il sistema di potere clientelare dei governi di centro, centro destra e centro sinistra che hanno diretto la ricostruzione dell’Italia, ma lo hanno fatto non con la legalità e la crescita della cultura civica dei cittadini, ma elevando a sistema il nepotismo, l’abuso e l’uso del denaro pubblico per conquistare consensi corrompendo le regole del vivere civile e il regolare funzionamento delle amministrazioni pubbliche.

La montagna del debito pubblico sta lì a testimoniare di quanto sia costata agli italiani quella lunga stagione.

La situazione è drammaticamente peggiorata col berlusconismo, degenerazione estrema del clientelismo, che ha costruito uno spregiudicato sistema di governo di cricche e di gruppi di potere dando l’illusione che fosse un progetto liberale che avrebbe reso gli italiani più liberi e più ricchi.

I risultati li stiamo toccando con mano e i crolli in Emilia Romagna e lo stato disastroso del territorio esposto a frane, smottamenti, esondazioni, terremoti ne sono l’emblema più evidente. Ciò che sta crollando è quell’Italia governata da oligarchie imbelli avviluppate in lotte di palazzo o semplicemente criminali in lotta per accaparrarsi risorse pubbliche che abbiamo visto all’opera negli ultimi venti anni. Fra gli imbelli mettiamoci pure le opposizioni che molto di più avrebbero potuto fare se non avessero messo al centro il loro narcisismo, se avessero guardato oltre i loro schemini teorici o i loro slanci adolescenziali per realizzare qui ciò che hanno tanto ammirato in paesi molto lontani e molto diversi da noi come gli Usa o anche se avessero guardato oltre la loro rete di rapporti nei palazzi del potere. Possiamo dire che anche loro sono in parte responsabili dei disastri di oggi?

Oggi abbiamo un governo di professori che non ha la forza per dare una sterzata e riportare il rigore e la legalità al primo posto perché è sotto ricatto di un Parlamento che non rappresenta più il Paese e perché è stretto in vincoli europei sempre più insensati che fanno apparire l’Europa come un peso insopportabile e non come un’opportunità. Un governo che, però, ha trovato la forza per dare battaglia sull’art. 18 che persino la Confindustria ha dichiarato inutile per la ripresa economica e per imporre una riforma delle pensioni servita solo a fare cassa facendo pagare a chi ha poco i conti della crisi.

In questo scenario nulla di buono potrà accadere se i cittadini non si risveglieranno dal torpore che ha consegnato tutto il potere in mano a una classe dirigente di incapaci e di predoni strettamente alleati di fatto con le varie forme di criminalità che imperversano in Italia e che rappresentano ormai anche un potere economico diffuso.

Risvegliarsi non significa solo mandare tutti a quel paese, ma vuol dire impegnarsi, pretendere e imporre una nuova politica e una nuova democrazia portando alla guida delle istituzioni le parti migliori della società civile costringendo a rinnovarsi anche quelle forze politiche disposte a fare la loro parte per la ricostruzione dell’Italia.

Claudio Lombardi

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