I romani aggrediti dagli immigrati (?)

Proteste contro gli immigrati a Roma. La vita dei quartieri modello delle periferie romane e dei loro pacifici abitanti subisce l’aggressione di gente che viene qui da noi solo per delinquere. Come è noto noi vivevamo tranquilli e ignoravamo che potessero esistere furti, rapine, borseggi, violenze. Oggi a Tor Sapienza ci ribelliamo indignati contro 36 (trentasei) immigrati che hanno portato nella nostra comunità il disordine che non pensavamo potesse esistere.

Va bene così? No, perché non è vero. A Roma il teppismo e la piccola criminalità sono ben radicate e “indigene”. Come in tante altre città di ogni parte del mondo d’altra parte. Se ci guardiamo indietro vediamo la Banda della Magliana ora tema da film e da romanzo, ma allora terrore per i romani. Acqua passata? Nemmeno per idea; l’ultimo morto ammazzato in periferia risale a pochi mesi fa e non c’entrano niente gli immigrati, c’entrano le bande di quartiere in lotta tra loro composte da italiani “purosangue”. Ma su queste nessuno osa fiatare, non ci sono proteste e scontri con la polizia e minacce di assalto alle loro sedi perché fanno paura. Questi “bravi ragazzi” italiani non minacciano, sparano. Gli immigrati no,  sono i deboli sui quali scaricare tutta la propria rabbia. E magari qualcuno che la sa lunga confonde le acque per distrarre l’attenzione dai propri traffici.

Detto ciò resta il problema di centri di accoglienza dove i migranti devono star fermi ad aspettare senza poter fare null’altro che sopravvivere. Il problema è oggettivo e riguarda anche le decine di migliaia di persone che arrivano da noi per entrare in Europa. Accoglienza è una bella parola, ma ci sono limiti oggettivi che solo una forte e determinata politica dell’immigrazione potrebbe superare. Politica non solo nazionale, ma europea. Questa politica non c’è e siamo sempre allo sbando. Si arrangi chi può dunque e facciamo finta che siano loro i responsabili del nostro degrado

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