Il banchetto dei soldi pubblici

razza predonaSuccede così, che uno vede una trasmissione di approfondimento giornalistico (Report di ieri 12 aprile) e, nonostante l’abitudine agli scandali e alle notizie di corruzione e di ruberie, riesce ancora ad indignarsi e sente il bisogno di dirlo pubblicamente.

Il tema è l’Anas l’azienda pubblica che gestisce la rete nazionale di strade e autostrade. Una rete piena di problemi, ma della quale ci sfuggono i costi che sono sempre a carico nostro sia come utenti che come contribuenti. Uno degli ultimi problemi ha toccato il viadotto sulla statale Agrigento – Palermo del quale è crollata metà carreggiata a una settimana dall’inaugurazione. Un viadotto mai collaudato pur essendo stato dato l’incarico a tre dipendenti Anas. Innanzitutto colpisce, nella ricostruzione della vicenda effettuata da Report, la notizia che il compenso previsto per i tre incaricati del collaudo era di 200mila euro ciascuno. Il comune buon senso avrebbe ritenuto che ci fossero dipendenti Anas pagati regolarmente per fare questo lavoro. Ebbene no, si tratta di incarichi straordinari e strapagati (200mila euro equivalgono a circa dieci anni di stipendio medio) che vengono affidati anche a persone che si occupano di altri settori (per esempio il capo della segreteria del Presidente o il responsabile delle relazioni esterne). Strano, no?

contro CiucciLa “scoperta” più stupefacente, però, è relativa agli incarichi di Pietro Ciucci l’attuale presidente. Ebbene, negli ultimi anni è stato contemporaneamente presidente, amministratore delegato e direttore generale. Di Anas, perché dal 2002 al 2013 è stato anche amministratore delegato della società Stretto di Messina. Miracoli dei top manager che hanno il dono dell’ubiquità e che vengono pagati a peso d’oro anche solo per metterci il nome.

Secondo Report fino a poco tempo fa il Ciucci si portava a casa 750mila euro da Anas e 750mila per il Ponte sullo stretto. Nel 2013 Ciucci decise di lasciare l’incarico di direttore generale di Anas autoattribuendosi una buonuscita da 1 milione 825.745,53 euro. Ma restando in carica come presidente e amministratore delegato. Il Ciucci direttore generale non si dimise però, bensì venne licenziato e pure senza preavviso. Da chi? Ma dal presidente Ciucci! Insomma non fate finta di non aver capito: il presidente licenzia il direttore generale senza preavviso e fa scattare anche la relativa indennità pari a circa 780mila euro. Ciucci contro Ciucci uguale una cascata di euro. Che ci abbiamo messo noi.

declino ItaliaLa sceneggiata non finisce qui però perché nella buonuscita viene conteggiata anche l’indennità spettante in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Ovvero il Ciucci direttore generale si è licenziato consensualmente, ma senza che il Ciucci presidente lo avvisasse per tempo. Insomma Ciucci d’accordo con Ciucci, ma contro Ciucci uguale 1.825mila euro.

Simili “miracoli” sono possibili solo nel mondo dei manager o degli alti dirigenti pubblici che, forti del potere di ricatto che hanno su una politica debole e depositari della gestione di enormi somme di denaro pubblico per opere delle quali solo loro hanno la chiavi, possono permettersi ciò che ai comuni mortali appare come una volgare truffa o un furto. Troppe volte si manifestano come una razza predona coperti dall’omertà degli altri. Perché i responsabili politici – ministri, sottosegretari, presidenti del Consiglio, parlamentari – consentono tutto ciò? La risposta cercatela nelle cronache giudiziarie.

Anas metafora di una nazione. Tra viadotti che crollano, spese gonfiate, strade piene di buche e miliardi di euro che viaggiano nelle tasche di ditte compiacenti e di quelli che detengono il potere si consuma il declino di un’Italia ridotta a terra di conquista di bande di pirati famelici che divorano lo Stato e lo riducono all’impotenza. Perché il dissesto e l’inefficienza sono la migliore rendita di posizione di gente che campa sull’emergenza, sull’illegalità e sui disastri o anche sul totale arbitrio di una gestione ordinaria opaca e truffaldina. Nessuna manovra finanziaria potrà cambiare nulla fino a che i cittadini si faranno prendere in giro dai parassiti che si arricchiscono alle loro spalle. Urge una presa di coscienza

Claudio Lombardi

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