Il decreto sviluppo, i referendum, la spazzatura e la corruzione della politica (di Claudio Lombardi)

A pochi giorni dalle elezioni il Governo e la sua maggioranza hanno messo da parte (ma non tolto di mezzo) le leggi per salvare il Presidente del Consiglio dai processi ed è stato approvato un decreto-legge contenente “misure urgenti per l’economia”. Il ministro Tremonti lo ha presentato precisando che si tratta di “riduzioni di oneri e creazioni di incentivi senza usare come motore il bilancio pubblico”.

Bene, era ora si potrebbe dire; oppure: perché non ci avete pensato prima? Non avete il compito istituzionale di seguire lo sviluppo degli eventi e di predisporre le soluzioni guidando il governo dell’Italia? Non è questo il vostro lavoro? Non siete pagati (bene) per svolgerlo? Non avete avuto il potere per farlo?

Le risposte, ovviamente, sono tutti sì. Per la precisione quattro sì come quelli chiesti nel referendum che si svolgerà il 12 e 13 giugno, che il Governo non ha voluto accorpare alle elezioni amministrative della prossima settimana per non favorire la partecipazione dei cittadini e, per questo, decidendo una spesa aggiuntiva di oltre 300 milioni di euro.

Ovviamente i referendum sono indetti e, fosse solo per uno soltanto, la macchina organizzativa farà il suo lavoro. Cioè i soldi si spenderanno. Però il Governo sta per far approvare una norma che rinvia la decisione sul nucleare, mentre invece il referendum vuole cancellarne la possibilità per gli anni a venire. E tenta anche, con la decisione contenuta nel decreto-legge approvato giovedi 5 maggio, di ostacolare i referendum sull’acqua e i servizi locali attraverso l’istituzione di una Autorità di regolazione di settore. Perché ostacolare? Perché del referendum si sa da parecchio tempo, così come si conoscono i limiti della legge che il comitato referendario vuole abrogare che risale a quasi due anni fa. E il Governo solo adesso, a un mese dal voto, si muove? Purtroppo è inevitabile pensar male e cioè che il Governo si preoccupi di sé stesso e non della cura del Paese e tenti di sfuggire al giudizio degli elettori ostacolando i referendum senza abrogare sul serio le leggi che ne sono oggetto.

Il decreto sviluppo andrebbe analizzato pezzo per pezzo, ma qualcosa balza agli occhi: la concessione del diritto di superficie per 90 anni per gli impianti e le costruzioni sulle aree demaniali in riva al mare.

Di questo lo sviluppo ha bisogno? Non sembra proprio visto che mettere un’ipoteca sulle nostre coste a favore di privati è esattamente il contrario di quello che occorrerebbe per favorirne l’utilizzo da parte di residenti e turisti.

A Perugia i PM rinviano a giudizio l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso per corruzione poiché dall’inchiesta emerge la “prova incontrovertibile dell’asservimento della pubblica funzione” alla cricca che gestiva gli appalti per le emergenze e i cosiddetti “grandi eventi”. Insieme a lui altri nomi diventati celebri: Diego Anemone e Angelo Balducci in primo luogo. Dunque la magistratura, dopo indagini durate due anni, pensa ci siano fondati motivi per accuse così gravi a carico del braccio destro di Berlusconi per le emergenze (rifiuti in Campania, terremoti, inondazioni) e i grandi eventi (G8 e incontri internazionali, manifestazioni, gare ecc). Sappiamo che la Protezione civile sotto la direzione di Bertolaso ha gestito enormi somme di denaro pubblico e, adesso, la magistratura ci dice che una buona parte di quel denaro è stato rubato o utilizzato male per fare l’interesse di una cricca di speculatori. Sono casi isolati? Non ci sono gli stessi problemi in tante altre vicende che coinvolgono ministri, assessori ed esponenti politici minori? E quanto costa tutto ciò agli italiani? Quando si dice che lo Stato non ha soldi per la scuola o per i servizi sanitari e che deve risparmiare quanto è colpa di chi ha rubato e ha protetto i ladri?

Tornano i militari a Napoli! Ormai è diventato un rito: ogni tot mesi i militari devono andare a spazzare i rifiuti a Napoli. Che sia un clamoroso fallimento della politica e dei servizi pubblici dei quali porta la responsabilità è evidente. Così come è ormai chiaro che ci sono tanti speculatori che ingrassano sulla finta emergenza napoletana. Finta perché creata ad arte per “succhiare” soldi pubblici come hanno dimostrato su civicolab Walter Ganapini e Paolo Miggiano.

Ora anche a Roma si comincia a parlare di emergenza rifiuti perché l’AMA non ritira la spazzatura dalle strade da diversi giorni con la scusa del 1° maggio e del Papa. Anche qui un’osservazione che riguarda la politica: l’AMA è al 100% del Comune di Roma ed è stata accusata di aver fatto assunzioni di impiegati inutili negli ultimi due anni (la stessa cosa all’ATAC che gestisce i trasporti urbani). Adesso si scopre che non riesce a fare il suo lavoro e già si sa che le tariffe dei rifiuti cresceranno di circa il 20% quest’anno. È ovvio che il conto lo devono pagare i responsabili politici che, avendo tutto il potere in mano, non sono stati capaci di organizzare, indirizzare, vigilare. Chi altri sennò?

Intanto il Governo “assume” altri 9 sottosegretari e Berlusconi ne annuncia almeno altri 10. Perché? Per raccogliere la spazzatura? No, per compensare l’appoggio dei parlamentari che hanno votato la fiducia al Governo distaccandosi da altri partiti. Cos’è questo se non un mercato dei voti e delle cariche? Pagate dai cittadini s’intende. Ecco un altro esempio di disinteresse per l’interesse generale che dovrebbe far riflettere tutti i politici perché troppo spesso il potere dà alla testa e chi lo ottiene pensa che le istituzioni siano di sua proprietà. E, invece, appartengono ai cittadini.

Dulcis in fundo il Pronto soccorso scoppia in molti ospedali italiani a causa dei tagli di spesa che hanno ridotto le strutture e il personale e della mancanza di presidi territoriali alternativi. Ciò significa che chi sta male sta ancora più male e ha paura di andare al pronto soccorso perché sa che lo aspetta una dura attesa di ore. A Roma, a Tor Vergata anche giorni in barella nei corridoi. Intanto il giornalista Lamberto Sposini colpito da ictus rischia gravi conseguenze perché all’ospedale Santo Spirito hanno chiuso la sala operatoria di neurochirurgia per risparmiare ed è stato operato con ore di ritardo. È capitato a lui, ma capita a tanti altri che non sono famosi. Nel suo caso ne hanno parlato i giornali perlomeno.

Intanto i cittadini si organizzano e fanno un monitoraggio nazionale del pronto soccorso (Cittadinanzattiva il 18 aprile in oltre 70 ospedali). Però non sono loro a poter decidere o ad avere il potere di intervenire.

Si torna al punto centrale: la politica e il potere di cui dispone. Fino a quando i cittadini sopporteranno come una calamità naturale che i politici lo esercitino in base alle loro convenienze e agli interessi loro e del gruppo cui appartengono? Quando si tornerà alla politica trasparente e partecipata che opera nell’interesse della collettività? Quando il politico che sbaglia e si fa gli affari suoi con i poteri di cui dispone sarà colpito con severità doppia rispetto a quella riservata al comune cittadino? La vogliamo smettere di esercitare tanta “comprensione” per chi svolge pubbliche funzioni? Questa “comprensione” da parte di tanti cittadini certifica solo il loro stato di sudditanza nei confronti del potere. Sarebbe ora di emanciparsi.

Claudio Lombardi

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