Un piano per la sistemazione del territorio? Noooo

sistemazione del territorioFinalmente le forze politiche che compongono la maggioranza di governo hanno deciso di lasciar perdere i reciproci interessi elettorali e i gruppi sociali che vogliono favorire. Finalmente hanno abbandonato il vacuo discorso sull’IMU , finalmente rinunciano ai tentativi di spendere i pochi soldi che ci sono nel bilancio in riduzione di imposte sui proprietari di abitazione chiunque essi siano anche a costo di concentrare su questo la gran parte delle risorse di bilancio.

Finalmente hanno capito che la vera emergenza è la crisi economica e che il volano per far ripartire il lavoro di migliaia di imprese è la sistemazione del territorio. Il tifone che ha colpito le Filippine li ha illuminati e hanno scoperto che tagliare le imposte sulla casa ha un presupposto: che la casa non venga spazzata via da un’alluvione, da una frana, da una piccola scossa di terremoto. Hanno capito che l’Italia è a rischio per decenni di distruzione del territorio consentita a tutti senza controlli e senza sanzioni.

Così hanno deciso di avviare il più grande piano di lavori pubblici che mai sia stato realizzato in Italia che comprende anche il restauro e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati concentrando su questo piano tutte le risorse disponibili. Si comincia da gennaio in un crescendo che confida nel trascinamento di questo piano su tutti i settori produttivi. Nel 2015 e nel 2016 gli investimenti saranno raddoppiati e triplicati e si vedranno gli effetti anche sul rapporto debito-Pil che calerà grazie alla ripresa dell’economia.

Sono previsti 20 miliardi di investimenti nel 2014, 40 nel 2015 e 60 nel 2016. Questo piano sarà l’obiettivo strategico del prossimo triennio e porterà un deciso aumento anche  dell’occupazione.

ATTENZIONE NULLA DI QUANTO SCRITTO CORRISPONDE A VERITA’. Non vi illudete

3 commenti

  • sul tema l’unica nota positiva è l’agenzia voluta da Barca e che è sopravvissuta al precedente governo.
    L’idea di in ministero, (http://www.coesioneterritoriale.gov.it/) e di una agenzia per la Coesione territoriale che promuova programmi di sviluppo (per esempio per le cosiddette aree interne), che gestisca i rapporti con una parte dei fondi strutturali, che favorisca il rilancio di modalità diverse per la cura del territorio, di partecipazione dei cittadini… Insomma sulla carta un bel programma. Il sito del ministero è rimasto come lo aveva impostato Barca, chiaro e trasparente. I soldi li dovranno spendere però le regioni, staremo a vedere.

  • Ma va’ a quel paese Claudio, sono tornato ora a casa e sono senza notizie dalle 7. Ci stavo quasi per cascare e mi domandavo come mai nessuno m’avessse chiamato per dirmelo. 🙂

  • Nooooo……. decide di vendere le spiagge

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