Il gran ritorno dei boiardi di Stato

Presi dalla legge elettorale e dai misfatti della casta dei politici ci eravamo dimenticati di un’altra casta forse più potente dei politici stessi e sicuramente meglio nascosta nei meandri del potere: quella dei burocrati di alto rango e dei manager di nomina pubblica.

Per fortuna l’imputazione di Antonio Mastrapasqua noto come presidente dell’INPS, ma titolare della bellezza di 24 altri incarichi prestigiosi e impegnativi fra cui quello di direttore generale dell’Ospedale Israelitico di Roma che avrebbe truffato 71 milioni di euro alla sanità pubblica fatturando prestazioni mai eseguite, ci fa riscoprire la casta dei boiardi di Stato.

Titolari di un immenso e reale potere che nessun politico è riuscito a scalfire, preziosi perché conoscono tutti i segreti degli apparati pubblici e parapubblici, vivono in un mondo a parte dove ciò che è assurdo per la gente comune per loro è la normalità.

Per esempio per anni ci siamo preoccupati del doppio lavoro dei cassintegrati o dei dipendenti pubblici ritenendolo una pratica scorretta e dannosa. Nel mondo dei boiardi invece è normale e ovvio che un Mastrapasqua gestisca 25 incarichi o che un giudice del Consiglio di Stato assuma un altro incarico pubblico percependo un doppio stipendio spesso anche aggiungendovi una pensione. Tutto pagato dallo Stato ovviamente.

Nel mondo dei boiardi di Stato, che nessun politico e pochi giornalisti osano denunciare, la crisi non c’è mai perché lì c’è il potere di prendere quel che si vuole dalla “torta” generale, perché lì si scrivono le norme e si decide della loro attuazione, perché si conoscono tutti i segreti e i trucchi che permettono a tanti politici di spargere retorica e politichese continuando a prendere in giro i cittadini.

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