Il mito della guerra

Pubblichiamo brani tratti dall’articolo del poeta siriano Adonis comparso oggi su Repubblica

guerriero“Fin dall’antichità, il pensiero e i valori attinenti alla guerra e al combattimento –  cioè uccidere  –  non si sono evoluti. La guerra è ancora considerata una pozione magica per risolvere i problemi e registrare gesta eroiche. La guerra si combatte e così si uccide anche per la pace. Uccidere! Questa è la cura magica per tutti.

Chi conosce la storia sa che le più lunghe mediazioni sono più corte di qualsiasi guerra. Parlare di una guerra lampo e di colpi limitati “chirurgici, mirati” è un’illusione fuorviante. Quando comincia una guerra, il campo, le sue trasformazioni, le sue sorprese ne decidono le sorti.

Come è assetata di sangue la pace!

L’antica saggezza araba dice “curami con ciò che ha causato il male”: è una saggezza fatale in guerra. Ma com’è contorta una logica che scivola verso quella attrazione demoniaca: la guerra! Forse diremo anche: com’è assetata di sangue la giustizia.

Uccidere non è forse diventato un “mito” dei nostri tempi (innanzitutto in America), non soltanto nei film, ma nella vita quotidiana?

guerrieroSembra quindi che il pensiero umano riguardo alla soluzione dei conflitti non si sia evoluto. Annientare le parti in lotta è ancora la via concretamente seguita per spianare i contrasti. Non v’è stato alcun progresso, tranne lo sviluppo delle armi e la loro capacità sempre maggiore di distruggere e avvelenare il pianeta Terra, nostra unica casa. Le armi si sono enormemente evolute. Ancora le definizioni di eroismo più raffinate e onorevoli hanno nomi riferiti all’uccisione e al combattimento, non alla saggezza e alla virtù del dialogo, alla creazione di soluzioni pacifiche e alla salvezza degli uomini e della loro sacra Terra.

Più un guerriero è “campione” nelle arti di uccidere, più è coperto di gloria e di medaglie e entra nella storia.”

Adonis

(Il testo dell’articolo qui http://www.repubblica.it/esteri/2013/09/05/news/infernale_illusione_armi-65921569/?ref=HREA-1

Un commento

  • Il conflitto, il rapporto con l’altro, l’equilibrio con l’ambiente che ci circonda. Tutte questioni che non trovano oggi ancora soluzioni definitive. Più immaginiamo i nostri convincimenti, la nostra impalcatura ideologica cioè il nostro pensiero ben al di là di tutte queste questioni, più tutta la storia delle umani sorti sul pianeta ci appaiono come una collezione infinita di fallimenti senza tempo. In “2001 Odissea nello spazio” un osso (già inteso come arma)da un nostro antenato preistorico scagliato verso il cielo ridiscendendo si trasforma, nell’ inquadratura successiva, in una super tecnologica nave spaziale che scivola nello spazio interstellare. E dal passato siamo già al futuro. Questo attacco sul movimento a livello concettuale tra passato e futuro potrebbe autorizzare qualsiasi tipo di predica intesa a liberarci dal peso della storia a me invece suggerisce solo l’effettiva lentezza con cui sta cambiando il nostro paesaggio interiore nel corso dei millenni. Anche se, senza la pressione dei turbinosi fatti della storia, evidentemente non sarebbe cambiato affatto.

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