Il PD come un pugile suonato?

Un pugile suonato: così appare il PD quando i suoi vertici non capiscono il senso di ciò che fanno. Il caso Cancellieri come già quello di Alfano (con il rapimento di una famiglia di dissidenti kazaki) e tutta la vicenda dell’IMU sono il prodotto di un compromesso al ribasso nel quale qualcuno afferma di poter fare ciò che vuole oppure impone la sua agenda e qualcun altro subisce. La famosa stabilità sembra sia una preoccupazione del solo PD che accetta comportamenti riprovevoli o sbagliati o decisioni politiche dannose per l’interesse generale per paura che venga messo in crisi il governo.

Come la garitta di una sentinella serve a segnalare la possibilità che ci sia una vigilanza, ma non la garantisce così sembra quasi che la sola esistenza di un governo sia una garanzia di cui i cittadini debbano essere soddisfatti. Grave sottovalutazione da parte di un partito che si è assunto l’onere di sostenere quasi da solo il governo. Già perché Berlusconi ha cancellato il Pdl e si prepara a ripetere il solito giochetto di stare con un piede dentro ed uno fuori. Il nuovo centro destra per ora non si sa cosa sia. Scelta Civica è più in crisi che mai. E l’unico partito rimasto invece di imporre la sua leadership che fa? Si piega ad ogni ricatto e ad ogni esigenza del gioco politico di partner che già guardano alla futura campagna elettorale.

È così che il PD appare ai suoi vertici come un pugile suonato che non sa come reagire e finisce sempre per agitarsi un po’ fino a che un “allenatore” lo rimette a sedere. Così facendo viene meno al suo dovere di governare per realizzare un progetto innovativo e la stanca ripetizione di formule retoriche (riforme istituzionali, rigore ecc) rischia di compromettere il residuo di fiducia dei cittadini nei vertici istituzionali e nella politica e tradisce una linea politica che viene da Bruxelles e che non funziona.

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