Interventi sulla scuola: un insegnante su due vuole scappare (di Mila Spicola)

Si, è vero, è uno splendido mestiere. Si è vero, chi è precario, darebbe chissà cosa per essere di ruolo, ma la verità, quella che si dichiara in silenzio , nell’anonimato è un’altra: i ragazzi sono sempre più difficili e, diciamolo chiaramente, maleducati e svogliati.

Al di là della vulgata “della noia”, “del metodo”, “delle materie non al passo coi tempi”, la sostanza della mancanza di rispetto la tocchiamo ogni giorno con mano.

C’è chi riesce a correggerla, c’è chi non ci riesce (genitori in primis, assolutamente in balìa dei figli) e alla fine, alzi la mano chi non è d’accordo e chi non pensa che stia diventando un vero problema, l’emergenza educativa delle nuove generazioni. Argomento ignorato, sottovalutato e incredibilmente sottaciuto da tutto il paese.

Altro che cervelli in fuga: in Italia un insegnante su due fuggirebbe dai suoi studenti (questo dice un recente sondaggio cfr: http://www.areapress.it/vediarticolo.asp?id=20419)

Tra atteggiamenti poco educati, attenti e rispettosi, gli insegnanti di oggi fanno i conti con una generazione difficile da gestire, molto più attenta a smanettare con telefonini e lettori musicali di ultimo grido che alle lezioni.

A scuola adesso le vittime non sono più gli studenti, ma i professori. Infatti 1 insegnante su 2 confessa di non farcela e addirittura fuggirebbe dalla scuola e cambierebbe lavoro. Il 51% degli intervistati afferma che oggi e’ difficile fare l’insegnante, per via soprattutto del cambiamento degli alunni. Oggi, a loro parere, sono infatti più contestatari e polemici (33%) e più distratti (22%), e solo il 19% si mostra interessato e più attento rispetto ai ragazzi di ieri. Parlando di look poi la trasformazione dei tempi e’ ancora più palese. I professori riscontrano un trionfo di piercing (38%), tatuaggi (29%) e minigonne (17%). Ad accendere il loro interesse sono, a sentire i docenti, i problemi sociali (26%), le nuove tecnologie (25%), il cinema e i film (22%). Ma prima ancora vengono lo sport e in particolare il calcio (41%), il telefonino di ultima generazione (38%), ma anche la moda (18%).

Ma parlando di comportamenti gli insegnanti si mettono le mani nei capelli. I loro alunni si mostrano infatti annoiati e insofferenti (33%) fino a sfociare nella maleducazione (13%). E se una volta gli studenti si distraevano giocando con gli album di figurine (36%) o con i fumetti (24%), oggi le distrazioni maggiori vengono soprattutto da oggetti super tecnologici (83%).

E’ quanto emerso da uno studio promosso dalla rivista VdG Magazine in uscita in questi giorni, realizzato attraverso interviste realizzate su un campione di circa 500 insegnanti italiani di scuole medie inferiori e superiori, di età compresa tra i 35 e i 60 anni, per sondare come e’ cambiato il rapporto con gli alunni e quali sono le problematiche attuali.

Contestatari, polemici, dagli atteggiamenti ostili e a volte insofferenti che non risparmiano scherzi e prese in giro anche le più pesanti.

Ecco perché per 1 maestro su 2 oggi l’insegnamento e’ diventato parecchio difficoltoso

Come sono gli alunni di oggi? Per gli intervistati ci sarebbe da stendere un velo pietoso, tanto che 1 su 3 (33%) li trova molto più contestatari e polemici, meno interessati agli argomenti trattati durante le lezioni (24%) e più distratti (22%). Solo il 19%, invece, li reputa più interessati e preparati rispetto a quelli di ieri. E tutto questo si riflette anche sul loro modo di rapportarsi con il corpo docente.

Una buona percentuale, per fortuna, avverte comunque più attenzione e rispetto (24%) nei confronti degli insegnanti che, al di là del ruolo, sono pur sempre persone che si prodigano per far crescere le future generazioni. La stragrande maggioranza degli intervistati, invece, sottolinea molta negatività, ravvisando negli studenti di oggi noia e indifferenza (33%), ostilità e insofferenza (26%) e nella peggiore delle ipotesi anche maleducazione (13%).

Per questo oggi 1 insegnante su 2 (51%) trova parecchie difficoltà nell’insegnare e ben il 18% dichiara di sentirsi vessato ogni giorno, mentre quasi 1 su 3 (27%) subisce una bravata almeno una o due volte a settimana.

Difficoltà che, al di là degli atteggiamenti, si riscontrano anche negli interessi degli studenti di oggi, i cui discorsi e modi di parlare vertono oggi su argomenti poco impegnativi come il calcio (41%), le nuove tecnologie (25%) e i telefoni di ultima generazione (38%).

Ecco che 1 intervistato su 2 dichiara addirittura di pensare a lasciare il mestiere e fuggire.

Se una volta a distrarre gli studenti intervenivano fumetti (24%), album di figurine (36%) e riviste osè (13%), oggi gli insegnanti indicano che a condizionare l’attenzione e gli interessi dei ragazzi tra i banchi di scuola ci sono cellulari (44%), consolle portatili (23%), lettori musicali (16%) e carte da gioco che rappresentano i loro cartoni animati preferiti (11%). E l’evoluzione dei tempi si nota anche nell’immagine e nel modo di essere. Infatti gli intervistati indicano molti “nemici” legati al look che condizionano la cultura degli studenti, come ad esempio piercing (38%), minigonne (17%), tatuaggi (29%) e capelli lunghi (11%).

Ma quali sono le reazioni spontanee degli insegnanti di fronte a questo stato delle cose? Gli intervistati parlano chiaro: oltre 1 su 2 (51%) afferma di non farcela più al punto tale da aver voglia di cambiare lavoro. E se il 12% si vede nauseato e sfibrato e il 9% denuncia di perdere le staffe, laconici sono coloro che affermano di essere amareggiati e soprattutto preoccupati per il futuro dei loro studenti (26%).

A sostegno di tale inchiesta, che rivela il disagio psicologico di questa categoria di lavoratori, stanno dati allarmanti: la categoria degli insegnanti è soggetta il triplo di tutte le altre categorie di lavoratori a malattie psichiatriche, e con un’alta incidenza di tumori (specie al seno, visto che l’87% della classe docente è di genere femminile).

Mila Spicola nota pubblicata su www.facebook.it

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