La democrazia partecipata non è solo un click

partecipazione dei cittadini

Una nota della sindaca Virginia Raggi e dei consiglieri del M5S di Roma Capitale annuncia che dopo 23 anni dall’ultimo regolamento in materia di partecipazione popolare è stata presentata una proposta di delibera di modifica dello Statuto di Roma Capitale per introdurre nuovi strumenti di democrazia diretta: referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum, bilancio partecipativo, petizioni popolari elettroniche e consultazioni online. Decisamente la democrazia partecipata è un’altra cosa.

coinvolgimento cittadiniBastano questi istituti, peraltro già previsti da un regolamento del giugno 1994,  per parlare di partecipazione polare inclusiva ai processi di trasformazione ed alla gestione dei servizi?

E’ sufficiente integrare con una piattaforma elettronica i suddetti istituti, rendendo tutto digitalizzato, per portare “i cittadini e le comunità locali a governare la città”?

E perché si parla di “intelligenza collettiva del web”? Nel web si ritrova una sommatoria di volontà espresse con un click in perfetta solitudine e quasi sempre senza un reale e largo confronto sociale. Dove sta l’intelligenza collettiva?

Non si confonda la democrazia diretta con la partecipazione consapevole alla determinazione delle scelte.

L’intelligenza collettiva vera viene dal confronto, dal conflitto dialettico, dall’ascolto, dalla trasformazione di idee e proposte maturate all’interno di veri forum partecipativi. Il web può essere solo un supporto dei forum ma non li può sostituire perché la platea elettronica è autoreferenziale e limitata socialmente e tecnicamente a gruppi di cittadini escludendone altri.

edemocracyIl forum, invece, è un modo di realizzare la partecipazione che ha lo scopo di raggiungere una conoscenza condivisa dei problemi e delle possibili soluzioni la cui decisione spetta comunque agli organismi istituzionali perché lo spirito è quello della condivisione e non della contrapposizione o della sostituzione.

Spesso tra soggetti in rete ci si scambia insulti più che informazioni, affermazioni apodittiche più che idee compiute da confrontare, certezze dannose più che  salutari dubbi.

Si può stare soli dentro una cabina elettorale per attribuire un voto ed eleggere i propri rappresentanti. Si può votare in un referendum per effettuare una scelta tra diverse opzioni predisposte da altri. Si possono inviare petizioni anche da soli ovviamente (lo si è sempre fatto).  Non si può però stare soli in un processo partecipativo.

Il processo partecipativo è un’altra cosa e non è uno strumento di democrazia diretta.

forum partecipativiLa Raggi però sembra poco interessata alla partecipazione tanto da dimenticarsi che esiste un altro regolamento, varato nel 2006, che prevede processi partecipativi dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana. Un regolamento poco utilizzato in verità anche se contiene delle affermazioni importanti per mettere su basi solide il rapporto tra cittadini e comune. Per la loro chiarezza vanno rilette: “per processo partecipativo, si intende il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, che sia pienamente inclusivo e non limitato a categorie sociali o gruppi economici e/o gruppi organizzati e associazioni (…); tale processo partecipativo non deve limitarsi agli aspetti di informazione e consultazione ma ha carattere di continuità, strutturazione e non occasionalità”; “ la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di trasformazione non deve

intendersi solo un’opzione politica o culturale, ma una componente essenziale dei processi di trasformazione urbana finalizzati alla qualità, alla trasparenza e alla coesione sociale, partendo dal principio che la “città vera è quella degli abitanti” e non quella delineata dal suo perimetro”…..

Insomma in quel lontano Regolamento si parla di partecipazione diretta ed inclusiva, informata ed aperta “al fine di migliorare la struttura urbana della città, la qualità della vita e produrre inclusione sociale”.

Non pare proprio che adesso si stia andando verso quella strada.

Paolo Gelsomini

Un commento

  • Roberto Corbella

    Una riflessione assolutamente giusta che spero gli attuali vertici del Campidoglio vogliano tenere nella dovuta considerazione

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