La farsa del governo e il dramma dei disperati (di Angela Masi)

farsa e dramma ItaliaUn teatro di marionette che si prendono gioco dell’Italia, della democrazia e degli italiani: questo lo spettacolo che ci si è presentato l’altro giorno in Parlamento, durante la seduta per la fiducia al governo Letta. E tutto perché il Parlamento è stato chiamato ad applicare semplicemente l’art. 68 della Costituzione che esclude dall’immunità parlamentare chi è  gravato da “una sentenza irrevocabile di condanna” al caso del condannato Berlusconi.

Un PdL impaurito, impazzito, sballottato da una parte all’altra dal leader della nuova Forza Italia che, geniale come è sempre stato nella comunicazione, sbalordisce tutti (ma forse solo Enrico Letta) accordando la piena fiducia al Governo.

Sbeffeggio delle istituzioni bloccate a parlare di lui che tecnicamente è un senatore condannato in 3 gradi di giudizio e che in Parlamento non ci può più stare.

doppiezza BerlusconiEppure è lui che porta il governo alla crisi, è sempre lui che muove le carte in tavola con le dimissioni date e poi ritirate, è sempre lui che si attacca all’IMU e poi all’IVA per ricattare il Governo dimostrando di non preoccuparsi delle conseguenze di queste mosse da baro sui fragili equilibri di un paese in crisi.

Dall’altra parte il PD terrorizzato dalla possibilità delle elezioni: litigano sulle regole del Congresso, devono tenere a bada Matteo Renzi e convincere i padroni del partito ad abbandonare le poltrone e favorire il ricambio generazionale. Una via faticosa per risalire la china della sfiducia dei cittadini.

In fondo Letta è una “brava persona”, ha credibilità in Europa e poco importa che le riforme serie, urgenti e irrimandabili ancora aspettano di essere approvate: la questione della legge elettorale è impronunciabile, altrettanto la questione della patrimoniale…..

Italia aspettaE Beppe Grillo e i suoi seguaci che avevano promesso fuoco e fiamme in Parlamento? Perfettamente inutili: quattro urla e due schiamazzi e in sei mesi di presenza parlamentare nessun vero risultato concreto per i cittadini… Eppure avevano una grande opportunità: fare esercizio istituzionale (che non significa necessariamente essere corrotti ed impastarsi con il malaffare), sperimentare un nuovo modello di partecipazione e provare ad avviare la nascita di una classe dirigente nuova.

E così l’Italia aspetta. Aspetta senza alzare la voce, non prova a forzare la mano alla classe dirigente.

barcone migrantiChi non aspetta sono i disperati che dall’altra parte del Mediterraneo provano a conquistarsi una vita nuova. Clandestini secondo una legge ipocrita; esseri umani che fanno quello che hanno sempre fatto dall’alba dei tempi: spostarsi alla ricerca di condizioni migliori di vita. Decine di milioni di italiani lo hanno fatto tra l’800 e il ‘900 e sono stati accolti in tutto il mondo. Se adesso lo fanno gli altri qualcuno si allarma. Eppure l’Italia ha bisogno di loro. Fanno parte della nostra vita quotidiana: cucinano le pizze che mangiamo nelle nostre pizzerie, curano i nostri anziani, costruiscono i mobili che compriamo e che esportiamo, raccolgono le arance e i pomodori che nascono sulla nostra terra e tanto altro ancora.

La politica, però, è ferma alla legge Bossi – Fini; così gli equilibri fra i partiti sono salvi e i barconi della morte sguazzano nell’illegalità come tutti i trafficanti di morte. Ovviamente gli italiani rischiano anche loro perché dando lavoro ad un clandestino diventano complici del reato, addirittura i pescatori devono stare attenti a soccorrere i barconi dei migranti perché rischiano di finire sotto processo. Ma poi qualcuno chiude sempre (o quasi sempre) un occhio e tutto continua nell’ipocrisia. Chi lo capisce questo, chi protesta, chi impone ai politici di risolvere i problemi? Pochi, veramente pochi. E questo è il problema italiano

Angela Masi

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