La Fondazione POLIS: un caso di collaborazione fra cittadini e istituzioni (di Paolo Miggiano)
Quella della Fondazione POLIS è un’esperienza che sta nel mezzo tra l’intervento istituzionale (la fondazione, infatti, è uno strumento della Regione Campania) e della società civile. In particolare c’è da mettere in evidenza che se da un lato la Fondazione lavora con fondi pubblici, dall’altro riconosce il ruolo dell’antimafia sociale ai cui esponenti la Regione demanda tutte le attività. Il presidente, infatti è Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, ucciso nel 1985 dalla camorra per le sue inchieste sulla camorra di Torre Annunziata e dei rapporti di essa con la politica. Nel Consiglio di amministrazione della Fondazione, poi, trovano collocazione sia esponenti dell’Associazione Libera (don Tonino Palmese che è anche vice presidente della fondazione e Geppino Fiorenza) e l’ingegnere Lorenzo Clemente, marito di Silvia Ruotolo, uccisa da proiettili vaganti nel quartiere Vomero di Napoli, nonché presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Anche il coordinamento operativo vede la partecipazione di Giacomo Lamberti, cognato di Ciro Rossetti, ucciso innocentemente dalla camorra negli anni ’80. Giacomo Lamberti è divenuto, grazie alla sua drammatica esperienza, uno dei maggiori esperti di diritti delle persone colpite dalla criminalità. C’è da precisare che tutte le attività dei componenti di questi organismi, cosi come quelle del Comitato scientifico – presieduto da Alfredo Avella, padre di Paolino ucciso per essersi opposto alla rapina del suo motorino – sono svolte a titolo gratuito. E questa non è una cosa di poco conto in un panorama di partecipate che sono in vita solo per finanziare consigli di amministrazione. E poi intorno alle attività della Fondazione trovano collocazione numerosi familiari delle vittime innocenti che svolgono un lavoro importante di formazione, informazione e coinvolgimento di altri familiari così duramente colpiti.
È questo un effetto delle politiche in materia di sicurezza e legalità che la Regione Campania ha praticato negli ultimi anni. Fra le leggi vanno citate quelle sull’educazione alla legalità; sulle politiche integrate di sicurezza; sull’aiuto alle vittime della criminalità e contro l’estorsione e l’usura; sulla gestione dei beni confiscati.
Con questi indirizzi sono stati sostenuti circa 250 Comuni nella realizzazione di progetti integrati di sicurezza e legalità; è stata finanziata la riqualificazione di più di 50 beni confiscati alla camorra; sono state sostenute e promosse organizzazioni antiracket e antiusura che fanno da argine al dilagare di tali fenomeni.
Nell’attuare le proprie politiche di sicurezza, la Regione ha verificato che in relazione agli ambiti del sostegno alle vittime innocenti della criminalità e dell’aiuto alla gestione dei beni confiscati, che costituiscono l’ossatura dell’antimafia sociale, occorreva costituire un soggetto dotato di maggiore snellezza e velocità di movimento per un intervento sempre più efficiente ed efficace. Per questo, ha costituito la Fondazione POLIS (Politiche Integrate di Sicurezza, per le vittime innocenti di criminalità ed i beni confiscati), che dal 16 marzo 2009 svolge le proprie attività in armonia con le politiche della Regione e costituisce per essa un vero e proprio strumento operativo in aiuto alle vittime e per la gestione dei beni confiscati.
Obiettivo primario della Fondazione POLIS è la presa in carico delle vittime innocenti della criminalità della Campania e dei loro familiari. Tale obiettivo si concretizza offrendo loro sostegno psicologico, legale e fiscale, anche attraverso il coinvolgimento dell’Ordine degli Avvocati, e quando strettamente necessario, anche materiale. Ad oggi, la Fondazione ha preso in carico circa 30 famiglie di vittime della criminalità.
Ad oggi la Fondazione dispone di un elenco di 145 vittime innocenti della criminalità campane già accertate (il 60% delle quali cadute per mano della criminalità organizzata), mentre sono in fase di istruttoria altri 97 casi. Di tutte le 242 vittime abbiamo raccolto storie e rassegna stampa. L’esigenza di ricordarle tutte viene già parzialmente espletata attraverso una collaborazione mensile con il “Corriere del Mezzogiorno”, all’interno del dossier “L’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità”.
La Fondazione si pone anche come soggetto semplificatore dei procedimenti giuridico-amministrativi che interessano le vittime innocenti della criminalità della Campania. In tale direzione vanno inquadrati sia il quotidiano accompagnamento e la presa in carico dei familiari delle vittime che due opere in fase di realizzazione, a cura di Emilio Tucci e Giacomo Lamberti: “La tutela giuridica delle vittime innocenti della criminalità” e “Codice in materia di vittime innocenti della criminalità”, uniche opere nel panorama codicistico in Italia sulla tutela delle vittime, che saranno presentate entro la fine dell’anno.
Alla memoria va necessariamente affiancato l’impegno, che cerchiamo di concretizzare anche attraverso segni dall’elevato valore simbolico ed è questo il caso della Stele della Memoria, concorso bandito dalla Fondazione POLIS in memoria di tutte le vittime innocenti della criminalità.
E’ stato, inoltre, da poco pubblicato dall’editore Pironti il libro Al di là della notte. Storie di vittime innocenti di criminalità, scritto da Raffaele Sardo, primo volume della Fondazione POLIS, che ripercorre 27 storie di vittime innocenti della criminalità della Campania, dall’uccisione di Joe Petrosino (12 marzo 1909) alla Strage del Rapido 904 (23 dicembre 1984). Il libro è il primo di una serie che ricostruirà, in ordine cronologico, le storie di tutte le vittime innocenti della criminalità della Campania, fino ad Angelo Vassallo, Teresa Buonocore e Vincenzo Liguori, al fine di creare un vero e proprio archivio della memoria.
Per quanto concerne i beni confiscati alla camorra, obiettivo della Fondazione è quello di favorire la valorizzazione e la gestione dei beni confiscati alla camorra. La Fondazione accompagna e sostiene gli Enti Locali, le associazioni e le organizzazioni del terzo settore nello sviluppo di qualificate modalità di gestione dei beni confiscati.
La Fondazione si occupa del censimento di tutti i beni confiscati alla criminalità in Campania: in Campania sono stati confiscati 1348 beni immobili. Ad oggi sono stati monitorati 58 beni immobili. La Fondazione ha incontrato delegazioni di 16 associazioni assegnatarie dei beni confiscati alla camorra e di 12 comuni.
Questo della Fondazione POLIS è un lavoro molto importante soprattutto perché gran parte delle sue attività sono svolte direttamente da cittadini che hanno una particolare caratteristica: quella di essere familiari di vittime innocenti della criminalità. Cittadini che hanno avuto la capacità di trasformare il loro dolore in impegno a favore della collettività.
Paolo Miggiano

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