La generosità del Presidente Berlusconi: un riepilogo sul caso Ruby (di Paolo Miggiano)

C’è una vicenda che in questi giorni sta tenendo banco su tutti i giornali e tutte le trasmissioni televisive che in realtà non è né nuova né coglie di sorpresa i cittadini del nostro Paese. Una vicenda che sta facendo passare in secondo piano anche le celebrazioni per il centocinquantesimo dall’Unità d’Italia e persino la morte del caporalmaggiore Luca Sanna, ucciso in Afghanistan. Si tratta, come tutti sanno, della “solita” questione che concerne la vita privata del nostro Primo ministro, nella quale amerebbe contornarsi di prosperose ragazze che gli farebbero compagnia durante le sue “monotone” serate.

Sono questioni venute alla ribalta nella primavera del 2009 con la storia della giovane napoletana Noemi Letizia, portata all’attenzione della cronaca da Conchita Sannino, una giornalista della cronaca napoletana di Repubblica che scopri la partecipazione del premier alla festa di compleanno della giovane in un locale notturno di Casoria in provincia di Napoli. Poi in autunno del 2009 esplode la storia della escort barese Patrizia D’Addario – che si sarebbe vendicata per non aver ricevuto un favore promesso dal presidente – e del famigerato lettone di Putin.

Intanto la stessa Veronica Lario, ex moglie del Premier, davanti al susseguirsi di notizie che chiamano in causa il marito in questioni poco onorevoli, intervenendo sulle candidature di alcune veline alle elezioni europee, le definì ciarpame senza pudore e parlò di frequentazioni di minorenni e di vergini che si offrivano al drago.

Nel gennaio di quest’anno, il caso Ruby ha fatto riaccendere i riflettori sulla sregolata vita notturna di Silvio Berlusconi. Sembrerebbe che Ruby, ancora minorenne,  abbia avuto rapporti sessuali con l’uomo più potente d’Italia e che questo, sapendola in difficoltà in un ufficio della Questura di Milano, dove era stata fermata per una denuncia di furto, la sera del 27 maggio 2010, abbia addirittura telefonato ai funzionari, per assicurarsi che alla prediletta, segnalata come la nipote di Mubarak, non accadesse nulla di spiacevole, inducendo il funzionario di turno a non seguire le indicazioni del magistrato e consegnare la minorenne ad un’altra prediletta del premier che prima di essere eletta  consigliere regionale della Lombardia faceva l’igienista dentale e, stando alle numerose indiscrezioni giornalistiche e alle indagini della magistratura, anche organizzatrice di uno dei mestieri più antichi del mondo. Non in generale, bensì solo per il nostro Premier.

In sostanza, la vicenda di Ruby, che ora è nelle mani della Procura di Milano, fa emergere una serie di incontri sessuali a pagamento nelle residenze del primo ministro, organizzate da due noti personaggi pubblici, con una ventina di belle donne.

Non sappiamo se queste accuse, che chiamano in causa l’onorabilità pubblica di chi governa il Paese, siano vere o siano solo delle ben orchestrate illazioni, come non sappiamo se si configurano come comportamenti penalmente rilevanti. Certo, difficile pensare che siano tutte invenzioni anche perché noi osservatori giudichiamo sul piano morale o, tuttalpiù, politico, non giudiziario e ci bastano le centinaia di indizi raccolti nel corso degli anni. Però, se questo quadro venisse confermato, significherebbe che il peggio è nel palazzo e che i cittadini sono molto migliori di chi li governa. Stridono, infatti, le notizie della morte del caporalmaggiore Luca Sanna , morto in una missione definita di pace in Afghanistan, con quelle di un primo ministro che se la spassa con delle escort a pagamento. Per non parlare dei tanti italiani che si impegnano e che hanno problemi seri cui far fronte, altro che la giusta miscela di ragazze per trastullarsi la notte! E io che mi occupo di vittime della criminalità organizzata ne so qualcosa.

A difesa del comportamento del premier è stata posta la sua grande generosità. Certo stupisce che in appartamenti di uno stabile di Milano 2, pagati, pare, con i soldi di Berlusconi, abitassero proprio le ragazze che poi passavano le notti nelle sue residenze private non certo a contemplare le sue collezioni di farfalle. Una stana generosità quella che elargisce migliaia di euro solo a belle ragazze con seni prosperosi e disponibili a trascorre qualche ora in allegria con lui ed i suoi amici.

Se il Premier fosse davvero così generoso come si vuole far credere, si dovrebbe ricordare che in Italia esistono tante persone che avrebbero davvero bisogno non solo di generosità, ma di un Governo e di un Presidente del Consiglio che non perdano neanche un attimo del loro tempo per cercare di trovare soluzioni alle sofferenze di tanti uomini e donne che vivono con grandi difficoltà. Persone senza una casa, che stentano ad arrivare a fine mese, senza lavoro, in cassa integrazione da mesi, malate, disabili. Persone che hanno perso i loro cari per mano di una criminalità sempre più cruenta e che spesso insieme agli affetti hanno perso anche la fonte di sostentamento. Questo è solo una parte dell’elenco delle persone verso le quali, in un paese normale, chi governa dovrebbe mostrare generosità. Con le politiche e con i comportamenti personali.

Avevo iniziato questo riepilogo con ironia e compassione, ma adesso non posso proseguire perché sento montare una sana rabbia e un disgusto per questo spettacolo.

Come diceva il grande Petrolini, io non me la prendo con lui, ma con gli italiani che non reagiscono.

Davvero non vediamo la tanta brava gente che c’è in questo Paese? Diciamo loro di alzarsi in piedi così li vediamo meglio.

Paolo Miggiano

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