La grande bellezza di Roma

Ci voleva un Oscar per far parlare di Roma e per farne parlare in modo così accorato. Ora i talk show ci si dedicano e si accorgono della Roma sporca, male amministrata, mal vissuta dai suoi abitanti.

I romani, da tanto tempo vicini ai centri del potere, hanno imparato bene l’arte di arrangiarsi e l’hanno sempre praticata intensamente: dal traffico cittadino, all’eliminazione dei rifiuti, alla ricerca della raccomandazione e della scorciatoia amministrativa (leggasi: corruzione). Non è tutta colpa loro perché troppe volte chi si è comportato bene è uscito “cornuto e mazziato” mentre i disonesti hanno avuto quello che volevano e si sono “sistemati”. Sono talmente tanti i casi che ricorrono nell’esperienza di vita di un romano (ma forse si potrebbe dire lo stesso di ogni italiano) che alle prediche di comportarsi bene pochi ci credono.

La differenziata? Sì, certo, ma quante volte si sono visti i camion dell’AMA caricare insieme tutti i cassonetti e portarli a Malagrotta? La disciplina nel traffico e nei parcheggi? E come, no? Basta girare per un qualsiasi quartiere per vedere cos’è la mobilità in questa città. Per non parlare della reputazione della polizia municipale. Insinuazioni? No, esperienza che diventa vox populi. Le case popolari? Tra occupazioni illegali, traffico di case e morosità impunita ce n’è abbastanza per prendere con distaccato scetticismo ogni intervento pubblico per la casa. Ce ne sarebbe bisogno, ma “tanto passano avanti i prepotenti, i raccomandati e i furbi”. Il lavoro per i giovani? Certo, basta conoscere le persone giuste e un’assunzione in AMA, ATAC o in una qualsiasi altra società del comune è cosa fatta. E si potrebbe continuare a lungo.

I dati nudi e crudi dicono che oggi ci sono ancora 14,9 miliardi di euro di debiti pregressi. Come sono stati fatti e da chi? Silenzio e i romani pagano e pagheranno per molti anni. Nemmeno si arrabbiano però e sopportano.

Eccoci al punto: l’esempio è sempre venuto dall’alto, dalle caste politica, burocratica e degli affaristi che hanno tenuto (e tengono) ben saldo il potere in mano purtroppo senza tante distinzioni di partito come se il contagio del potere avesse avuto la capacità di inglobare tutti. I cittadini lo hanno capito e si sono dovuti rassegnare (e adattare)

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