La libertà di informazione per Lucio Musolino

Ci sono posti dove la libertà di informazione si paga con il rischio della propria persona. Uno di questi è il nostro Sud e in particolare alcune zone nelle quali mafia, camorra e ‘ndrangheta spadroneggiano sentendosi titolari di un potere di dominio del territorio e delle persone.

Il giornalismo nel Sud ha un suo proprio elenco di martiri che non diventeranno mai santi, ma che hanno pagato con la vita la testardaggine di non piegarsi alla prepotenza dei delinquenti che controllano il territorio. Un’informazione libera è condizione di civiltà e di emancipazione. Per questo l’intimidazione resta ancora un’arma per tentare di fermare chi dell’informazione ha fatto la propria professione. Ciò che stupisce è che ci siano tanti giovani cronisti che non si piegano e che lavorano con coraggio per affermare che la legalità deve essere più forte della violenza mafiosa.

Ai tanti che l’hanno preceduto si aggiunge ora Lucio Musolino, giornalista professionista calabrese,  poco più che trentenne e già passato alle cronache per una serie di minacce da parte della malavita e della politica. Da giovane cronista potrebbe anche far finta di niente evitando commenti scomodi, inchieste a rischio. Lui però non lo fa, non pratica il servilismo e non si fa zittire dalle minacce. In uno stato di diritto il giornalista scrive ciò che crede e chi dissente lo dice, chi si sente calunniato usa gli strumenti del diritto. Mai è ammissibile che si minacci l’incolumità personale.

Stavolta però c’è una reazione. Nasce così una pagina Facebook per sostenere lui e la libertà di fare informazione senza il rischio di subire violenza. Ecco l’indirizzo per aderire

https://www.facebook.com/pages/Io-Sto-Con-Lucio-Musolino-No-Al-Bavaglio-Dellinformazione/561481647306040?fref=ts

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