La Merkel inizia a cedere?

Super Angela inizia a cedere? Mette da parte il rigorismo ottuso? Sì e no perché i patti furono scritti per lasciare spazi che i governi avrebbero saputo/potuto utilizzare a seconda delle loro capacità contrattuali e delle loro convenienze. Ma i vincoli e i limiti ci stanno sempre e sono la palla al piede che dovrebbe fermare gli entusiasti del debito pubblico.

Visto lo sconquasso delle elezioni europee e visti gli effetti della crisi che dura dal 2008 anche una piccola flessibilità può fare la differenza. E può essere piccola o più grande. Dipende da tanti fattori. Per esempio dalla capacità dei governi di limitare la corruzione e l’evasione fiscale. E già perché diventa difficile stare sotto un’unica moneta e condividerla con chi fa correre il debito pubblico per pagare i corrotti e gli evasori fiscali. Ma può essere difficile anche gestire una moneta unica e dover ripianare i deficit delle banche che giocano con gli strumenti finanziari e si ritrovano indebitate fino al collo.

Insomma la Merkel deve iniziare a cedere dopo aver mostrato all’Europa la forza della Germania perché adesso serve la guida della politica e perché sennò lo spazio economico europeo diventa un problema persino per l’economia tedesca che avrebbe tutto l’interesse, a questo punto, ad esserne il centro e il motore. Senza l’Inghilterra sia chiaro che tra un anno potrebbe andarsene dall’UE e che se restasse potrebbe creare troppi problemi.

E l’Italia? Può fare come il Regno Unito: un bel referendum e via? Fossimo matti lo faremmo. Siccome siamo saggi sappiamo che noi siamo l’Italia che, con una gigantesca opera di pulizia e una robusta cura di buon governo, può essere una parte importantissima del futuro spazio economico integrato dell’Europa mossa dalla moneta unica. Già riuscire ad essere questo sarebbe molto e cambierebbe in meglio la nostra vita impegnando il tempo di almeno un paio di generazioni

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