La radio che zoppica e la Rai la taglia

Da qualche settimana i radiogiornali Rai sono stati tagliati. Sono saltate  9 edizioni giornaliere del Gr 2 e del Gr 3 . La scelta è della dirigenza Rai e la motivazione è quella classica: tagliare i costi. Giusto, risparmiare è un bene. Peccato quando lo si fa tagliando pezzi di informazione che, forse, dovrebbe essere l’ultima risorsa quando tutte le altre sono state esaurite.

Il sospetto che non sia così c’è e che di sprechi e privilegi ingiustificati da tagliare ce ne siano ancora parecchi in Rai resta. Ma, forse, il taglio ai radiogiornali contiene anche un messaggio non espresso esplicitamente, ma che conta molto: la radio è uno strumento vecchio che manteniamo come un tributo da pagare al passato e che, quindi, può essere tranquillamente ridimensionato.

In epoca di internet e di dominio delle immagini potrebbe sembrare un ragionamento sensato. E invece no perché la radio resta lo strumento di comunicazione più veloce e più flessibile che c’è sia per trasmettere che per ricevere. L’ascoltiamo col cellulare mentre camminiamo, in auto mentre guidiamo o mentre svolgiamo tante altre attività. Seguire le immagini richiede un’attenzione diversa sia che si navighi in rete sia che si guardi la Tv.

Però la radio non funziona bene. In particolare quando vogliamo seguire una stazione e non ci accontentiamo di un generico rumore di fondo fatto di un’ indeterminato mix musicale e di chiacchiericcio insulso. Se cerchiamo informazioni, approfondimenti, discussioni sensate dobbiamo fare i conti con l’invasione delle stazioni che non fanno servizio pubblico che possono permettersi di non preoccuparsi della qualità, ma soltanto di occupare uno spazio sgomitando tra le frequenze per farsi ascoltare. La Rai non può permetterselo perché ha una missione: il servizio pubblico.

La radio della Rai ha bisogno di investimenti e di una nuova infrastruttura tecnologica che permetta di scegliere e di restare connessi. In generale la radio ha bisogno di un servizio pubblico, ha bisogno di qualità e di un futuro

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