La sovranità popolare in Grecia e altrove

il punto del blogIn tanti tirano in ballo la sovranità del popolo greco. Giustamente altri rispondono che la sovranità con i soldi degli altri non vale. E qui si chiude il discorso perché Tsipras può aver vinto le elezioni vendendo ciò che non era nella sua disponibilità, ovvero i prestiti degli stati europei, ma non può continuare l’inganno pensando di abbindolare 18 governi dell’Eurogruppo. Alcuni dei quali, infatti, sono furibondi con lui. Il rischio è di farsi male per eccesso di demagogia.

Mettere i piedi per terra e smetterla di vagare nelle nuvole delle ideologie farebbe un gran bene. Sicuramente sbagliò la Troika a dettare le singole misure che la Grecia doveva rispettare per rientrare dei prestiti europei. Quei prestiti salvarono la Grecia dal fallimento e dall’uscita dall’euro e, quindi, da una crisi ancora peggiore di quella subita. Stava al governo greco decidere come stare ai patti.  Addirittura durante la campagna elettorale Tsipras ha potuto dire che la Troika aveva imposto i licenziamenti, i tagli a pensioni e a stipendi, ma non la lotta all’evasione come se i governi greci fossero del tutto irresponsabili e incapaci di accorgersi da soli della catastrofe dell’evasione fiscale (più la corruzione, più gli sprechi).

Grazie alle promesse demagogiche di Syriza la Grecia continua a perdere credibilità, i soldi escono dal paese al ritmo di un miliardo di euro al giorno e i greci hanno smesso di pagare le imposte (74 miliardi). E dovrebbero essere gli altri stati europei a finanziare questo andazzo?

Ecco se la sovranità del popolo greco non è una bufala mediatica lo si dimostri intanto facendo pagare le imposte. Se non lo fa il governo greco chi lo deve fare?

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