La tragedia di Genova è l’Italia

tragedia di GenovaCronaca di una morte annunciata. Il titolo del romanzo di Garcia Marquez resta una bella invenzione sempre utile in tanti casi della vita. Nel caso di Genova si presta benissimo a fotografare la stupidità feroce di un sistema di governo inutile e dannoso.

Genova (ma si potrebbero elencare cento altri casi simili). Le immagini dell’allagamento delle strade di oggi, quelle di tre anni fa, quelle di tutti gli ultimi cinquanta anni. La conta dei morti, dei feriti e dei danni. Un evento naturale? Sì piogge abbondanti che si incanalano e vanno a gettarsi nel mare. E gli esseri umani cosa sono stati capaci di fare?

I fatti dicono che gli esseri umani hanno costruito palazzi e strade seppellendo i corsi d’acqua, spianando i fianchi delle montagne e delle colline che da sempre assorbivano le acque nei terreni trattenuti dalle radici. E va bene, non potevamo noi esseri umani vivere nelle capanne di foglie, avevamo bisogno di case in muratura. Ma come le abbiamo costruite? E cosa abbiamo fatto per regolare le acque?

Sempre i fatti dicono che la pericolosità del torrente Bisagno (e dei suoi affluenti) era nota da tanto tempo e che non bisognava essere scienziati per capire che doveva essere messo in sicurezza.

Niente da fare. Si sa che quando il torrente fu imbrigliato negli anni ’30 chiudendolo in un tubo furono sbagliati calcoli sulla sua portata. Però già nel 1970 furono rifatti i calcoli e si comprese che la portata era molto più alta di quella ipotizzata nei primi del ‘900 (da 500 a 1000 metri cubi al secondo). Da anni si è stabilito che le piene possono arrivare a 1200 metri cubi al secondo. Ma il tubo dentro cui scorre il torrente si intasa già con 500 metri cubi!

Soluzione? Rimettere le cose a posto eliminando le strozzature lungo il percorso.

burocrazia e sistema di governo???Facile? Sì per un paese normale. Difficilissimo per l’Italia. Dopo svariate esondazioni si giunge nel 2010 a fare un bando per l’esecuzione dei lavori. Incredibilmente i soldi c’erano e così viene assegnato l’appalto nel marzo 2012. Vabbè due anni in più di pericolo, ma finalmente i lavori potevano partire. No, in Italia le cose non sono mai quelle che appaiono. Ricorsi al Tar Liguria, contro ricorsi al Consiglio di Stato, nuovi ricorsi al Tar Lazio. Una sentenza emessa a luglio, ma depositata pochi giorni fa (ah, le ferie, ma tanto non c’è fretta..).

Insomma, morale della favola: dei lavori urgentissimi da anni finanziati con soldi pronta cassa nemmeno l’ombra. Burocrazie, organi giurisdizionali che vivono solo nel loro mondo dorato dove ogni urgenza si spegne in un groviglio di codicilli, imprese che sanno percorrere i meandri delle pubbliche amministrazioni e delle aule giudiziarie, organi di governo incapaci di dire l’ultima parola. Tutto converge verso la conclusione ovvia: una tragedia annunciata.

Un costo enorme in salute delle persone e in danni è il tributo che un sistema di governo inutile che noi italiani abbiamo permesso e tollerato richiede periodicamente.

Aveva ragione chi anni fa aveva lanciato l’avventura di un nuovo partito parlando dell’Italia dove tutti hanno il potere di veto sugli altri, ma nessuno ha quello di decidere e agire

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