L’attacco di Tunisi e la condanna di Israele

terroristi isL’attacco dei terroristi a Tunisi e la vittoria di Netanyahu in Israele sono il segno di una situazione che sta degenerando. Un segnale cupo e sconvolgente. Ormai l’Is è diventata una sigla e una centrale di organizzazione della guerra civile che sconvolge il mondo che si richiama all’Islam. L’attacco di Tunisi dimostra che nessun paese può sentirsi al sicuro. L’Is controlla un territorio nel quale esercita una sovranità da stato, dispone di forze armate ed è il punto di riferimento per tutti quelli che si oppongono ai governi in carica nei paesi arabi.

L’Is è sicuramente anche una centrale di organizzazione di azioni terroristiche il cui scopo è una strategia del terrore che esporti la guerra anche nei paesi lontani dalla Siria e dall’Irak.

In questa situazione occorrerebbe unire le forze di tutti gli stati interessati a combattere l’Is senza lasciare alibi di nessun tipo a quelli che vorrebbero unificare le tensioni e le guerre locali in un unico grande conflitto.

elezione NetanyahuL’elezione a capo di Israele di un politico che rivendica con orgoglio di voler sbarrare la strada alla creazione di uno stato palestinese va nella direzione auspicata dall’Is. Con la protervia del prepotente e l’ottusità del fanatico, Netanyahu ignora le radici di un conflitto che dura da decenni, straccia le risoluzioni dell’ONU e i solenni accordi che Israele ha sottoscritto e sembra voler far ripartire da zero la questione palestinese. Forse sta pensando ad una soluzione finale che annienti la realtà di un popolo che si ostina ad esistere? Non si capisce. Ciò che è chiaro è che la sua elezione porterà nuove guerre ancora più crudeli di quelle fin qui combattute e un regime di occupazione militare ancora più duro nei territori palestinesi contrario ad ogni regola del diritto internazionale.

conflitto Israele palestinesiTutti sono avvertiti: Israele – potenza nucleare – si consegna nelle mani di un fanatico che conosce solo il linguaggio della guerra. Un fanatico che spingerà sempre più arabi nelle braccia dell’Is se il mondo occidentale non si opporrà al governo israeliano. Dopo ciò che ha dichiarato in campagna elettorale (“con me non ci sarà mai uno stato palestinese”) Netanyahu dovrebbe essere emarginato e condannato dalle opinioni pubbliche dei paesi democratici. Il suo fanatismo e la sua ottusità mettono tutti in pericolo. Israele si condanna alla guerra permanente nell’illusione di poterla vincere definitivamente e noi siamo condannati dagli israeliani al pericolo di un conflitto che potrebbe allargarsi a poche centinaia di km dalle nostre coste

C. L.

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