Lettera aperta a Berlusconi sulla scuola pubblica (di Monica Fontanelli)

Presidente Berlusconi,

sono un’insegnante della scuola pubblica. Cerco di trasmettere ai miei studenti quei valori che sono propri di una societa’ civile e democratica.
La solidarieta’, la comprensione, la tolleranza, la liberta’ di pensiero.

Cerco di formare cittadini e non sudditi, cerco di sviluppare nei ragazzi la capacita’ critica, la capacita’ di interpretare cio’ che accade, il mondo nel quale vivono.

La scuola statale, la scuola pubblica e’ la scuola di tutti, e’ la scuola democratica dove esiste il confronto e in questo momento e’ l’argine alla deriva antidemocratica alla quale Lei sembra mirare.
Il disegno del Suo Governo e del Ministro dell’Istruzione e’ chiaro, le leggi di riforma che avete votato  mirano a dequalificare sempre più la scuola pubblica, a non garantire il diritto Costituzionale di una scuola di qualità garantita a tutti e per tutti.

Sono orgogliosa di insegnare nella Scuola statale, sono fiera di poter trasmettere quei valori che sono scritti nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla cultura antifascista.
E’ evidente che si discostano molto da ciò che Lei rappresenta.

Io insegno l’importanza della coerenza, della dignità, della sincerità, dell’impegno come condizione necessaria per conseguire gli obiettivi che ognuno di noi si pone. 
Continuerò a farlo Presidente, con l’impegno di sempre e con la consapevolezza che solo in questo modo noi insegnanti potremo fermare il vostro disegno di formare sudditi e non cittadini consapevoli.

Abbia un sussulto di dignità e non venga, proprio Lei, a parlare di “valori”, di famiglia.

Rispetti il lavoro di chi, per poco più di mille euro al mese, fa di tutto per dare ai giovani di questo Paese cultura, dignità, consapevolezza e onestà.

La saluto nella speranza di avere al più presto un nuovo Presidente del Consiglio che possa  essere preso come esempio dai giovani, un Presidente del Consiglio che non sia lo zimbello di tutto il mondo e che favorisca nel Paese una rinascita culturale, dopo lo scempio fatto in questi anni.

Monica Fontanelli

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