L’identità americana (di Barack Obama)

obama a selmaLo spirito americano che ha spinto giovani, uomini e donne, ad afferrare la fiaccola e attraversare questo ponte è lo stesso spirito che ha spinto i patrioti a scegliere la rivoluzione per sottrarsi alla tirannia. È lo stesso istinto che ha attirato gli immigrati, dall’altra sponda degli oceani e del Rio Grande; lo stesso istinto che ha spinto le donne a lottare per il voto e i lavoratori a organizzarsi per combattere le ingiustizie; lo stesso istinto che ci ha portati a piantare la bandiera a Iwo Jima e sulla Luna.

È l’idea condivisa da generazioni di cittadini che vedono l’America come una realtà in continua evoluzione, per i quali amare il proprio Paese significa non solo osannarlo o scansare verità scomode, ma saper trovare addirittura il coraggio di causare disordini, la volontà di alzare la voce per difendere ciò che è giusto, ribaltare lo status quo.

identità americanaÈ questo ciò che ci rende unici e cementa la nostra fama di Paese delle opportunità. I ragazzi dietro la Cortina di Ferro hanno assistito agli eventi di Selma e un giorno anche loro hanno rovesciato un muro. I giovani di Soweto hanno sentito parlare Bob Kennedy di quel piccolo raggio di speranza e alla fine sono riusciti a cancellare la vergogna dell’apartheid. Dalle strade di Tunisi a piazza Maidan in Ucraina, la nostra generazione di giovani potrà trarre ispirazione da questo luogo, dove coloro che erano senza potere hanno saputo cambiare la più grande potenza mondiale e costringere i suoi governanti ad allargare gli orizzonti della libertà (…).

Siamo nati dal cambiamento. Abbiamo infranto le antiche aristocrazie, riconoscendo la nostra nobiltà non nel sangue, ma nei diritti inalienabili concessi dal Creatore. Abbiamo stabilito quali sono i nostri diritti e doveri tramite un sistema di governo autonomo, del popolo, attraverso il popolo e per il popolo. Per questo siamo pronti a misurarci e a discutere con passione e convinzione, perché sappiamo che i nostri sforzi contano. Sappiamo che l’America è quella che noi costruiamo giorno dopo giorno (…).

Siamo noi gli immigrati che arrivarono da clandestini sulle navi, le folle accalcate impazienti di respirare la libertà, i superstiti dell’Olocausto, i dissidenti sovietici, gli orfani sudanesi. Siamo noi i migranti pieni di speranza che attraversano il Rio Grande per dare ai loro figli una vita migliore. Così è nato il nostro Paese. Siamo noi gli schiavi che hanno costruito la Casa Bianca e arricchito l’economia del sud. Siamo i braccianti e i cowboy che hanno spalancato il West, e un’infinità di operai che hanno costruito le ferrovie, innalzato i grattacieli e combattuto per i diritti dei lavoratori.

discorso ObamaSiamo noi i soldati che hanno fatto la guerra per liberare un continente (…). Siamo i vigili del fuoco accorsi alle Torri Gemelle l’11 settembre, siamo i volontari andati a combattere in Iraq e in Afghanistan. Siamo noi gli omosessuali che hanno versato il loro sangue nelle strade di San Francisco e di New York, proprio come il sangue versato su questo ponte. Siamo noi gli inventori del gospel, del jazz e del blues, del bluegrass e del country, dell’hip-hop e del rock’n’roll; è questa la nostra musica, con tutta la malinconica tristezza e la gioia scatenata della libertà (…).

È questa l’America. Non foto di repertorio o storia edulcorata, né tiepidi tentativi di definire alcuni di noi come più americani degli altri. Rispettiamo il passato, ma non lo rimpiangiamo. Non abbiamo timore del futuro, anzi, lo anticipiamo. L’America non è qualcosa di fragile: siamo grandi e, nelle parole di Whitman, sappiamo accogliere le moltitudini. Siamo chiassosi, variegati e pieni di energia, sempre giovani. Ecco perché qualcuno come John Lewis, all’età di 25 anni, si mise alla testa di una marcia storica.

Perché Selma ci dimostra che l’America non è il progetto di questo o di quello. Perché la parola più potente della nostra democrazia è «noi». We The People . We Shall Overcome . Yes We Can . Questo spirito appartiene a tutti

(Brani del discorso pronunciato a Selma il 7 marzo 2015)

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