Ma cosa vuole Grillo?

Insomma tutti l’hanno letto, ma bisogna tornarci a mente fredda. Grillo scrive che “se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico.”

Bene adesso sappiamo che per prendere i voti bisogna dire certe cose e non altre. Grillo non dice cosa sarebbe giusto fare, ma cosa gli CONVIENE fare. E perché gli conviene? Che ci deve fare il M5S dei voti conquistati? Lui dice “mandare tutti a casa”; quindi vuole il potere, tutto il potere e, infatti, ha anche scritto che vuole votare col porcellum, la legge elettorale che garantisce il massimo dei seggi con il minimo dei voti.

E poi, che ci fa del potere, come pensa di governare l’Italia? Non ce lo dice perché il suo programma è vago, confuso ed estremamente lacunoso (lo completa lui con i suoi post pensa un po’ che serietà!) e il suo movimento non è una garanzia perché non ha una struttura democratica cioè non si capisce chi comanda e chi decide. O, meglio, la finzione della rete (controllata da chi gestisce i server cioè Casaleggio) e l’assenza di organismi dirigenti e di trasparenza nascondono un estremo accentramento nella figura del CAPO cioè Grillo. Una folla di individui vocianti davanti ai PC (o in piazza, è uguale) e UN CAPO che predica la sua verità e dice l’ultima parola su tutto lasciando alla folla le briciole da decidere giusto l’impressione di contare qualcosa.

E allora cosa vuole per noi italiani? Che governo ci vuole dare?  La Costituzione per lui non è la legge suprema tanto è vero che decide quando e se rispettarla (come nel caso dell’art 67 sul vincolo di mandato degli eletti). I suoi valori ideali non sembrano tanto elevati se dichiara che i migranti disperati e alla fame sono una minaccia per gli italiani da punire con un reato. Non sembra nemmeno tanto lungimirante né razionale perché reagisce non agisce.

E allora quali sono gli ideali, dove sta il progetto? Viene il dubbio che la supposta “purezza” del cittadino che rifiuta i partiti, che disprezza metodi e strumenti della democrazia e che si consegna al controllo centralizzato di capi non eletti, questa presa in giro della supremazia di una rete nella quale solo chi possiede le chiavi di controllo sa cosa succede veramente  non nasconda niente altro che una cultura molto simile a quelle che già più di una volta (e con gli stessi concetti!) hanno portato a regimi pazzoidi come quelli che riempiono i libri di storia e le cronache del ‘900.

Siamo sicuri che ci conviene?

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