Manager e dirigenti pubblici: la sinistra dei silenzi (di Claudio Lombardi)

retribuzioni dirigenti pubbliciL’inchiesta del Sole 24 ore sulle retribuzioni dei docenti delle scuole di alta formazione della pubblica amministrazione pubblicata mercoledì 26 marzo e il fondo di Fabrizio Forquet che l’accompagna meritano una riflessione attenta.

Attenzione qui non si parla di costi della politica, di ruberie, di cene sgraffignate (e tanto altro) da miserabili nascosti sotto bandiere di partito. Non si parla di becero clientelismo né di appalti né di truffe. Qui si parla della “crema” dei dirigenti dello Stato, di quegli alti funzionari, consiglieri di Stato, magistrati, docenti e quant’altro rappresenta il nucleo direttivo degli apparati pubblici, istituzionali e amministrativi.

Si tratta di persone che sono molto più di semplici sussurratori dei politici e che hanno in mano il potere reale di scrivere le norme di ogni tipo che fanno funzionare la macchina pubblica e seguirne l’attuazione. Si tratta di persone che hanno le chiavi dei bilanci pubblici, che sanno dove stanno i soldi e sanno azionare i meccanismi con i quali li si può prendere e utilizzare. Sono persone che chiudono il cerchio che collega alta amministrazione, organismi di controllo e giurisdizionali, università e centri di ricerca. Insomma sono il potere pubblico realizzato nei suoi molteplici volti. Sono dietro ai politici che rivestono cariche istituzionali, ma sono loro la mente e il braccio che ne guida l’azione e che può concretizzarne i desiderata.

saccheggio risorse statoEbbene cosa ci dice di questo mondo l’inchiesta e il commento del Sole 24 ore? Forquet parla di “abusi insopportabili” e di “vergogna nazionale” a proposito delle scuole di alta formazione per le quali il giudizio è drastico: “è stato ed è ancora, un vero e proprio saccheggio di risorse pubbliche, perpetrato nell’arroganza del potere e nell’opacità del sistema”. Forquet osserva, parlando delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, che i dati analizzati dal Sole rivelano “una realtà di privilegi e incongruenze che va al di là dei casi singoli coinvolgendo interi comparti e intere categorie della pubblica amministrazione”.

Bene, anzi, male, ma che c’entra la sinistra citata nel titolo qui sopra? C’entra perché di questi meccanismi di potere la sinistra politica in tutte le sue declinazioni ha sempre approfittato scambiando per sua affermazione o, meglio, per espansione della sua area di influenza le carriere personali di manager e funzionari. In questo travisamento è il punto.

alleanza burocrazia politicaInfatti, per decenni la vicinanza ad una forza politica è stato un viatico indispensabile per fare carriera in uno dei mondi che dipendevano dalle scelte della politica. In questi giorni si parla delle prossime nomine in enti e aziende a partecipazione pubblica (si dice circa 500 addirittura!) alcune delle quali assicurano retribuzioni da milioni di euro e attirano l’attenzione, ma sono, però, solo la punta di un iceberg fatto di migliaia di posizioni con le quali si accede a guadagni elevati e potere. Non c’è alcun bisogno di fare nomi perché è noto a tutti che i partiti della sinistra non hanno mai contestato il sistema di potere che garantiva non solo l’enorme afflusso di denaro pubblico ai partiti nelle forme più diverse che abbiamo imparato a conoscere dalle cronache giudiziarie, ma anche la presenza di “aree di influenza” nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche attraverso l’attribuzione di incarichi, nomine e carriere personali più o meno “agevolate”. La sostanza è quella ormai riconoscibile dal nome dell’ex presidente dell’INPS Mastrapasqua: incarichi plurimi, compensi sempre molto elevati, guadagni extra da consulenze, studi e ricerche commissionabili da settori degli apparati e delle istituzioni pubblici. Il tutto in cambio dell’appoggio ad una forza politica e mascherato dall’oggettività di un ipotetico mercato che avrebbe imposto retribuzioni elevate per selezionare i migliori. Capolavoro di ipocrisia perché l’unica selezione che ha sempre funzionato è stata la scelta politica o, meglio, partitica se non addirittura di corrente.

scandali politici e sinistraÈ una constatazione dolente, ma va detto che tutti gli scandali che sono scoppiati non sono mai stati fatti scoppiare da una denuncia della sinistra (in tutte le sue declinazioni partitiche e sindacali). Grandi resistenze sono state fatte sul finanziamento dei partiti quando ormai era chiaro che era una variabile impazzita del sistema e il saccheggio delle risorse pubbliche di cui parla Forquet è stato realizzato anche da chi, avendo la piena copertura politica a 360 gradi, ha avuto il potere di scrivere le norme a lui più favorevoli e di decidere l’entità dei suoi guadagni. Si è arrivati all’assurdo che una stessa persona poteva percepire una lauta pensione pubblica, una retribuzione da consigliere di Stato, un’indennità da dirigente della pubblica amministrazione e un’altra retribuzione per la sua attività di docente nelle proporzioni indicate nell’articolo del Sole (fino a 300mila euro l’anno). Era una situazione giuridicamente protetta che nessun politico di sinistra ha mai osato mettere in discussione.

Ovviamente qui non si intende sminuire i meriti e le competenze professionali di tanti dirigenti dello Stato e magistrati amministrativi; non si tratta di questo anche se tanti mediocri hanno approfittato degli ascensori sociali e di carriera garantiti dalla politica. Il punto è che tutto ciò ha scassato le finanze pubbliche sia direttamente sia indirettamente attraverso la fitta rete di relazioni personali che hanno legato mondi diversi (politica, burocrazia, apparati, affari) uniti dalla spartizione delle risorse pubbliche.

Oggi Renzi dichiara di voler intaccare questo sistema di potere. Fa rabbia che alcune critiche provengano da chi ha esibito per decenni posizioni di “sinistra” contentandosi di far sventolare le bandiere rosse ed esibire i pugni chiusi mentre non muoveva un dito contro il dilagare dei furbi divoratori di incarichi e retribuzioni all’assalto dei soldi pubblici

Claudio Lombardi

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