Manifesto per un’unione politica dell’euro

Europa ed euroPubblichiamo stralci del manifesto di Thomas Piketty, Florence Autret, Pierre Rosanvallon e altri per la creazione di un’unione politica dei paesi euro.

“La democrazia e le autorità pubbliche devono essere messe nella condizione di poter riacquistare il controllo del capitalismo finanziario globalizzato del XXI secolo e di regolamentarlo in maniera efficace. Un’unica valuta con 18 debiti pubblici diversi sui quali i mercati possono speculare liberamente, e 18 sistemi fiscali e benefit in competizione incontrollata tra di loro non funziona, e non funzionerà mai. I paesi della zona euro hanno scelto di condividere la loro sovranità monetaria, e quindi di rinunciare all’arma della svalutazione unilaterale, ma senza mettere a punto nuovi strumenti economici, fiscali, e di budget comuni. Questa terra di nessuno è il peggio di tutti i mondi immaginabili.

Troppo spesso l’Europa odierna ha dimostrato di essere stupidamente invadente su questioni secondarie (come il tasso dell’Iva dei parrucchieri e dei club ippici) e pateticamente impotente su quelle davvero importanti (come i paradisi fiscali e la regolamentazione finanziaria). Dobbiamo invertire l’ordine delle priorità: meno Europa per le questioni nelle quali i paesi membri agiscono bene da soli, più Europa quando l’unione è essenziale.

In concreto, la nostra prima proposta è che i paesi della zona euro, a cominciare da Francia e Germania, condividano la Corporate Income Tax (Cit, imposta sul reddito d’impresa). Ogni paese, preso a sé, è raggirato dalle multinazionali di tutti i paesi, che giocano sulle scappatoie e le differenze esistenti tra le legislazioni delle varie nazioni per evitare di pagare le tasse. ….. Un’autorità sovrana europea necessita di poteri che le consentano di fissare una base fiscale comune quanto più ampia possibile e quanto più strettamente regolata. Oltre a ciò è necessario universalizzare lo scambio automatico delle informazioni bancarie all’interno della zona euro e fissare una politica concertata che renda la tassazione del reddito e della ricchezza più progressiva, e al tempo stesso è indispensabile combattere insieme e uniti una battaglia efficace contro i paradisi fiscali esterni alla zona. ….

unione politica paesi euroDobbiamo dare vita a una camera parlamentare per la zona euro. Potrà essere un Parlamento dell’eurozona, formato da membri del Parlamento Europeo dei paesi interessati …. oppure una nuova camera basata sul raggruppamento di una parte dei membri dei parlamenti nazionali ….. Noi crediamo che questa seconda soluzione …. sia l’unica alternativa per dirigerci verso l’unione politica. È impossibile esautorare del tutto i parlamenti nazionali dei loro poteri di stabilire le imposte. Ed è precisamente sulla base di una sovranità parlamentare nazionale che si può forgiare una sovranità parlamentare europea condivisa.

In base a tale proposta, l’Unione europea avrebbe due camere: il Parlamento Europeo esistente, direttamente eletto dai cittadini dell’Ue dei 28 paesi, e la Camera Europea, in rappresentanza degli stati tramite i loro stessi parlamenti nazionali. La Camera Europea in un primo tempo coinvolgerebbe soltanto i paesi della zona euro che vogliono realmente indirizzarsi verso una maggiore unione politica, fiscale e di budget. Questa camera, tuttavia, dovrebbe essere concepita in modo tale da accogliere tutti i paesi dell’Ue che accetteranno di percorrere insieme questa strada. Un ministro delle finanze dell’eurozona, e in definitiva un governo europeo vero e proprio, risponderebbero del loro operato alla Camera Europea. Questa nuova architettura democratica per l’Europa renderebbe finalmente possibile superare il mito secondo cui il concilio dei capi di stato può fungere da seconda camera in rappresentanza degli stati. Questa ingannevole concezione riflette l’impotenza politica del nostro continente: è impossibile per una persona sola rappresentare un intero paese, a meno di rassegnarsi all’impasse permanente imposta dall’unanimità. …..

rilancio EuropaLa nostra terza proposta affronta direttamente la crisi del debito. Noi siamo convinti che l’unico modo di lasciarci tutto ciò definitivamente alle spalle sia di mettere in comune i debiti dei paesi della zona euro. In caso contrario, le speculazioni sui tassi di interesse riprenderanno e continueranno. Questo è anche l’unico modo per la Banca Centrale Europea per attuare una politica monetaria efficace e reattiva …… Di fatto l’operazione di messa in comune del debito è già iniziata con il Meccanismo Europeo di Stabilità, l’emergente unione bancaria e il programma di transazioni monetarie della Bce. È necessario adesso andare oltre, continuando a chiarire la legittimità democratica di questi meccanismi”.

Il testo integrale del manifesto è su http://pouruneunionpolitiquedeleuro.eu/en/#

Thomas Piketty, direttore della Scuola di alti studi in scienze sociali e professore presso la Scuola di economia di Parigi; Florence Autret; Antoine Bozio, direttore dell’Istituto di politica pubblica; Julia Cagé, economista; Daniel Cohen, professore all’École Normale Supérieure e della Scuola di economia di Parigi; Anne-Laure Delatte, economista; Brigitte Dormont, professore Università Paris Dauphine; Guillaume Duval, direttore di “Alternatives Economiques”; Philippe Frémeaux, presidente dell’Istituto Veblen; Bruno Palier, Istituto di studi politici di Parigi; Thierry Pech, direttore generale di Terra Nova; Jean Quatremer giornalista; Pierre Rosanvallon, professore Collège de France; Xavier Timbeau, Istituto di studi politici di Parigi; Laurence Tubiana, Istituto di studi politici di Parigi

Un commento

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