Movimento delle sardine: io ci sto

Forse è troppo presto per esprimere un parere razionale sul movimento delle “sardine”. Sarebbe bene, di fronte a queste manifestazioni di piazza, proposte da giovani sui trent’anni non impegnati in qualche partito, ma rivolte a tutte le età, in buona parte silenziose, ma parlanti con i simboli della democrazia, stare in ascolto, cercare di coglierne i segnali profondi, senza essere precipitosi ed evitando il più possibile atteggiamenti preconcetti. Sarebbe, però, bene in primo luogo parteciparvi, se non altro per comprendere. Personalmente ne provo simpatia, ma questo non può essere un parere attendibile, non ancora. Un parere ha bisogno di argomentazioni razionali, di contestualizzazioni che abbiano a che fare con la Storia, non con il fremito di un attimo. Nelle prossime settimane arriveranno approfondimenti.

Ho notato reazioni rabbiose, tentativi di buttarla in caciara per screditare il nascente movimento e soprattutto i loro ideatori iniziali di Bologna, ho sentito racconti meschini fatti da gente meschina, da dirigenti politici, si fa per dire, interessati e giornalisti di dubbia onestà intellettuale, sempre pronti a mettersi al servizio di un potere attuale, o futuro. A tutti costoro la gente normale in piazza, che testimonia la propria voglia di partecipare alla vita pubblica per costruire senza inutili paure, non solo privatamente, ma pubblicamente, un mondo più respirabile, sgombro di quell’odio sollecitato dall’alto contro chiunque appaia diverso e abbia una testa per pensare in proprio, a tutti costoro dà un enorme fastidio.

Tutto questo, scusate se è poco, mi ricorda una vecchia, ma sempre attuale, canzone di Francesco De Gregori, “La Storia”, andate a risentirvela e sarà come ringiovanire: “… la storia siamo noi, nessuno si senta offeso … siamo noi, padri e figli, siamo noi bella ciao che partiamo …”. Già, siamo noi. Noi chi, oggi? Noi che intossichiamo la vita pubblica con balle clamorose, ripetute mille volte sul web, riprese altrettante volte dai media che non hanno più una deontologia professionale e sono guidati solo dalla legge dell’applausometro per non parlare di quelli asserviti ad una qualche cricca, in assenza di partiti seri che sappiano selezionare classi dirigenti e programmi di lungo periodo, distrutti dalla demagogia imperante da tempo ovunque, dalla bolsa retorica antisistema, da quel populismo senza popolo che mira a trasformare tutti in servi o sudditi che sostituiscano la pancia al cervello? No ovviamente.

Ecco, se c’è una cosa che posso dire con certezza è che questo movimento in fieri, che ha già occupato alcune piazze d’Italia e altre realisticamente ne occuperà, si propone di disintossicare la vita pubblica dalla retorica imperante degli steccati, dei muri, dei porti chiusi, del razzismo che non è mai tale, anche quando è conclamato, perchè nessuno riconosce di fronte agli altri di essere uno stupido razzista, della memoria sequestrata e dissolta nelle nebbie del qualunquismo, della paura e dell’odio instillati a piene mani e alimentati ogni giorno perchè aumenti il bisogno di un uomo forte, che alla fine, riconosciamolo, si è sempre manifestato un omuncolo che produce disastri per tutti, essendo attento solo al proprio potere e richiedendone sempre di più.

Ecco, ci dicono “le sardine”, siamo usciti infine dalle nostre case senza che qualcuno ci chiamasse, perchè nessuno ci organizza, siamo qui in piazza per dire che siamo disponibili a difendere ciò che di bene ci ha portato la democrazia nel corso degli anni. Siamo disponibili a delle riforme che migliorino il sistema, che ci facciano stare meglio nel nostro Paese ed in un’Europa che però si va costruendo troppo lentamente, mentre la globalizzazione corre come un treno impazzito. Pensiamo che la cultura non sia un male da sopportare, ma qualcosa che può renderci tutti migliori.

Ma allora ce l’avete con me, grida Salvini, insieme a quella sua struttura che si è autonominata “Bestia” (nemmeno un partito, perchè un partito saprebbe almeno discutere al proprio interno), che dal web minaccia e insulta tutti, raccontando una gran quantità di menzogne ad un Paese spaventato, per spaventarlo ancora di più, chissà chi la paga … Ma va, Salvini, scansati un po’, hai già avuto il tuo momento di gloria al Ministero dell’Interno qualche volta, sulle spiagge e sul web, persino in Russia, in Europa mai … e sai che ridere … pretendi di essere sempre tra i piedi, al centro dell’attenzione con una perenne campagna elettorale che sforna balle e minacce in continuità, come un qualsiasi bullo frustrato in cerca d’identità. 

Verrà il tempo delle analisi approfondite, dato che questo movimento dalle caratteristiche pre-politiche evolverà spero verso forme più organizzate e verso indirizzi più dichiaratamente politici. Per il momento mi sento di dire che quando a Roma “le sardine”, o comunque si vorranno chiamare, scenderanno in piazza, il 14 DICEMBRE ALLE ORE 15,00, IN PIAZZA SAN GIOVANNI, per testimoniare quanto detto, oltre che per dire che è ora di finirla di calpestare questa città, che è pur sempre la capitale d’Italia, di buttarla tragicamente in un precipizio davanti a tutto il mondo, con un’amministrazione di incapaci che la danneggiano sempre più, troveranno anche me e tutti coloro che come me pensano che la partecipazione consapevole di ogni cittadino alla gestione della cosa pubblica sia il pilastro della democrazia, al loro fianco

Lanfranco Scalvenzi 

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