Nelle mani di chi

Ancora uno scandalo di malapolitica, un piccolo scandalo regionale tutto sommato meno impressionante delle ruberie pacchiane o miserevoli di cui abbiamo letto negli ultimi anni, ma ugualmente illuminante. Spesso parlando di spending review, sprechi, spesa pubblica, 3% ecc ecc sembra si tratti di questioni astratte, impersonali. Invece ci sono anche le persone a fare la differenza. Ecco un esempio tratto dalla cronaca di oggi.

Alessio D’Amato è il responsabile della Cabina di regia per la sanità della regione Lazio. Dal 2005 al 2010 è stato consigliere regionale (eletto nelle liste PD). E’ finito sotto processo per aver intascato dalla regione 270mila euro che ha usato per finanziare la sua attività politica.

Come? Li ha avuti con un imbroglio, sì con una truffa. Era presidente sia della Fondazione Italia Amazzonia sia dell’associazione Rossoverde, la sua associazione personale. Il sistema era persino banale: chiedere soldi pubblici per la Fondazione e rigirarli all’associazione con cui il D’Amato faceva la sua attività politica.

Attenzione il D’Amato era anche capogruppo in consiglio regionale del gruppo Ambiente e lavoro. Grazie alla scelta di consentire che ogni consigliere si potesse creare il proprio gruppo personale presumibilmente otteneva anche cospicui finanziamenti aggiuntivi dalla regione che a lui, evidentemente, non bastavano.

Ancora attenzione perché il metodo truffaldino utilizzato è lo stesso che mettono in scena tutti quelli che chiedono contributi per i drogati o per i bimbi abbandonati ai semafori o fuori dei centri commerciali. Ormai si sa che quello è solo un pretesto per scucirvi qualche euro che non finirà mai né ai bimbi abbandonati né ai drogati.

Insieme al D’Amato è finito sotto processo un dirigente regionale del comparto salute e integrazione sociosanitaria.

Qual è il messaggio di questo post? Ma cosa volete fare se nei posti di comando da dove si manovrano i soldi pubblici e si esercita il potere reale ci stanno truffatori, ladri e imbroglioni? A quando una sana revisione di tutte queste posizioni per epurare tanta gentaglia che ci si è annidata nel corso dei decenni? Fino a che queste presenze non saranno espulse le spending review serviranno solo a tagliare i servizi e a far pagare di più la gente normale, ma non cambieranno mai nulla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *