Omicidio di Colleferro: parla un maestro di karate

Pubblichiamo una riflessione di Fabio Tomei maestro di karate, cintura nera 7° dan, diplomato in lingua e letteratura giapponese, formatore nazionale della Scuola dello sport del Coni per la disciplina del Karate, Elite Coach Teacher (ente di formazione europeo), direttore del Centro Nazionale di Formazione e Ricerca della Federazione italiana karate

“Gli animali nascono buoni…”. Questa frase, “rubata” stamattina presto dalle mie orecchie e pronunciata da una vecchietta un po’ dimessa che stava dando da mangiare a dei gatti randagi.

Lo diceva ad un ben più distinto signore che si era gentilmente fermato a colloquiare con lei. Prima di una certa ora nella popolosa e frenetica Roma, sovrappopolata, multietnica, a volte caotica il tempo è rallentato ed un’aura “vintage” avvolge la città e si può assistere a gentilezze ormai desuete.

La signora spiegava che gli animali nascono buoni e lo resterebbero per sempre se non intervenisse l’essere umano a turbare i loro equilibri.

Questa frase mi ha colpito e ha cominciato passare e ripassare nei miei pensieri.

Nonostante mi fossi ripromesso di non scrivere nulla sull’efferato delitto di Colleferro, perché molti hanno già scritto sull’argomento “arti marziali“, quella frase si è subito ricollegata a quel fatto.

Gli animali nascono buoni…. e gli esseri umani?

Il “male” può essere congenito? Innato? Genetico? Oppure, anche qui, interviene il contesto in cui si cresce, si matura, si vive?

Chi mi conosce sa per quale ipotesi propendo. Sa quanta attenzione rivolgo, nei miei corsi, a questo argomento quando qualcuno vuole intraprendere la strada dell’insegnamento di una disciplina come le nostre.

Dicevo che il mio primo istinto è stato quello di non scrivere nulla su questo fatto: “io non c’entro niente con soggetti così, non ci voglio essere minimamente accostato”.

Forse la presunzione che la mia fosse un’attività “nobile” e quella degli altri “robaccia”?

Ebbene no! Devo chiedere scusa, perché questo fatto riguarda tutti noi “addetti ai lavori“, non basta dire “sono 4 criminali“, non basta dire “è colpa del loro maestro”, non basta dire “ma tanto quelle attività sono solo per pazzi esaltati e violenti”.

Fermo restando che l’etica, la disciplina, la moralità, lo spirito, l’educazione e la “forma” che permeano le Arti Marziali orientali sono assodate e fuori discussione e penso sia superfluo ribadirlo qui, dobbiamo allargare lo sguardo.

Seguendo gli articoli di giornale e i servizi televisivi si evidenzia come il gruppo, o meglio il “branco” fosse conosciuto e temuto da molti nel paese di origine e in quelli circostanti. Intervistato, il comandante della locale stazione dei Carabinieri (vicinissima, tra l’altro, al luogo del barbaro omicidio) ha dichiarato che tutti avevano precedenti per rissa, traffico e spaccio di stupefacenti.

La domanda sorge spontanea: allora cosa ci facevano in giro? Non ci può essere una specie di Daspo per soggetti a rischio come questi che vieti loro di avvicinarsi a discoteche, locali pubblici ecc ecc?

Se tutti SAPEVANO come si fa a dire “io al di fuori della palestra non posso sapere cosa fanno…”. E, ancora, se tutti SAPEVANO perché gli altri maestri non hanno “preso le distanze” da soggetti simili e dalla società che li accoglieva per lo meno denunciandolo ai vari organi federali?

Se tutti SAPEVANO perché la “gente per bene” è scesa in piazza solo dopo che c’è stato il morto?

Se “gli animali nascono buoni” come può un familiare di uno dei quattro ( a seconda delle fonti qualcuno cita una madre, altri componenti diversi della famiglia) pronunciare una frase terribile come “in fondo che ha fatto? ha menato ad un immigrato!”.

Forse gli “animali nascono buoni”, ma non tutti gli esseri umani lo sono.

“Loro” sono colpevoli ma, forse, tutti lo siamo se quando guardiamo una cosa che non ci piace voltiamo la testa da un’altra parte.

Non si può continuare a dire, come purtroppo ho fatto io, frasi tipo: “Io non c’entro niente”, “la mia disciplina è differente”.

Qui non si tratta di karate, Judo, Taekwondo, Ju jitsu , Mma, Valetudo, Street fight o quante altre ce ne sono.

Qui si tratta di NOI. Noi che abbiamo la responsabilità dell’insegnamento, noi che siamo la gente per bene che non deve tacere, noi che siamo gli esseri umani che “nasciamo tutti buoni…”.

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