Partecipazione e libertà di informazione due anelli di una catena. Intervista a Marco Quaranta di MoveOn Italia

Il 18 ottobre si svolgerà a Roma in piazza Farnese la “Notte bianca della Rai ai cittadini” una manifestazione organizzata da MoveOn Italia. ce ne parla uno degli animatori del movimento, Marco Quaranta.

D: “Non voteremo più nessuno che non accetti di impegnarsi per liberare la Rai e restituirla ai cittadini. Questo è l’impegno che noi ci assumiamo, noi cittadini ce la stiamo mettendo tutta”. Così dice una frase del manifesto di MoveOn Italia. Ci puoi spiegare cos’è MoveOn Italia e quale è il suo programma?

R: Noi abbiamo preso la stessa idea che hanno avuto per sostenere Obama nella battaglia per la riforma sanitaria. Dopo 200 anni gli USA hanno adottato una riforma sanitaria valida per tutti e con la responsabilità dello Stato. Noi abbiamo pensato che MoveOn possa essere un modo giusto di partecipare alla politica avendo per obiettivi delle riforme che cambiano il sistema paese però proponendo e non solamente protestando. Noi abbiamo scelto la Rai pensando una riforma che la consegnasse ai cittadini, una riforma fatta di 5 punti che si ispira alla riforma del 2006 avanzata dal mondo della cultura  e dai giornalisti. Il punto essenziale  era e resta quello di togliere ai partiti e anche al governo la supremazia assoluta e il controllo totale della Rai. In effetti noi siamo l’unico paese occidentale che ha questo assetto dell’informazione, tutti dicono che non è tollerabile, ma non è successo niente fino a questo 2012. Alla politica diciamo e lo ribadiremo il 18 in piazza, che per cambiare davvero si può solamente dire:  “noi ci candidiamo alle prossime elezioni politiche, ma prendiamo l’impegno  di approvare queste leggi”, le leggi cioè che noi stiamo proponendo. La prima sono i 5 punti della Rai ai cittadini (trovate il testo completo sul sito moveonitalia.Wordpress.com), poi una legge di riforma dell’antitrust e una legge contro la corruzione basata sulla proposta Scarpinato (anche questa la trovate online).

D: Se la partecipazione dei cittadini è l’essenza della democrazia l’informazione ne è il presupposto indispensabile. Cosa è stato il berlusconismo e quali sono i problemi di fondo del modello Italia? Con il passaggio al governo Monti è cambiato qualcosa? Cosa dobbiamo aspettarci adesso?

R: Innanzitutto il berlusconismo è stato possibile perché in Italia c’è la spartizione del potere, non c’è la politica che si occupa dei bisogni dei cittadini. La netta sensazione è che i partiti vogliono il potere per insediarsi nei gangli vitali della democrazia e per spartirsi quello che c’è di pubblico. Questo è il dato che più sta facendo scalpore in Italia. E poi vediamo che ciò che è successo nella regione Lazio e abbiamo visto che in Lombardia l’alternativa a Formigoni era Penati. Ciò che si capisce è che c’è uno schema, un vero male italiano, nel quale non si percepisce quale possa essere una vera alternativa al berlusconismo. Per questo noi di MoveOn diciamo solo che vogliamo parlare tramite le leggi e vogliamo sentire chi le appoggia perché i discorsi vuoti non ci interessano. Impegni concreti ci vogliono e questo diremo il 18 ai politici che parteciperanno. Avremo certo dei disagi perché i cittadini sono arrabbiati anzi disperati per il comportamento dei politici ma noi, come dice spesso Saviano, non possiamo spargere fango su tutto, dobbiamo sempre trovare delle strade percorribili. Come dicevo prima Obama ha saputo trovare la strada per affermare il principio che lo Stato si deve occupare della salute del cittadino, povero o ricco che sia e che la politica di questo si deve occupare. Ovviamente chi aderisce a questa impostazione sono coloro che si sono battuti di più contro il berlusconismo. Ci sono dei personaggi che hanno trovato le strade per vincere (da De Magistris fino al M5S) e noi stiamo cercando di dire che i cittadini possono cambiare qualcosa e fare delle proposte molto concrete. Vorremmo considerare come passato tutto quello che è successo in questi anni che è a dir poco inaudito perchè è incredibile pensare che ancora sia il governo il padrone della Rai e che i partiti abbiano ancora un controllo decisivo sulla televisione pubblica.

D: Questo significa che i problemi della libertà di informazione e della partecipazione dei cittadini sono strutturali e non solo contingenti cioè fanno parte del sistema Italia e si sono enormemente aggravati negli anni del berlusconismo trionfante. Quali cambiamenti sono allora necessari perché siano affrontati e perché si muova un rinnovamento vero e non solo di formule politiche di governo?

R: Bé la prima cosa è considerare l’informazione centrale perché è il perno dell’educazione di un paese e noi sappiamo benissimo che il servizio televisivo, pubblico o privato che sia, è l’unico modo per raggiungere milioni di italiani ed è, in sostanza, uno dei pochi poteri trasversali. Sappiamo quindi molto bene che la televisione può anche condizionare il voto. Per questo è così importante il conflitto di interessi ed è una delle questioni più importanti del sistema Italia e non riguarda solo Berlusconi perché conosciamo l’intreccio fra poteri pubblici, privati e del denaro che si realizza dentro ai partiti. L’unico modo per continuare il nostro percorso democratico è una triplice riforma che tocchi la disciplina dei poteri nell’economia attraverso l’antitrust, la gestione dell’informazione televisiva e la lotta alla corruzione. Se mancheranno queste riforme su cui l’Italia è in enorme ritardo vuol dire che puniremo il merito, puniremo la possibilità di essere più liberi, puniremo la possibilità di guardare a un futuro dove la politica e l’economia siano indipendenti e dove la politica sia dedicata soltanto al bene di tutti

(intervista a cura di Claudio Lombardi)

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