PD: come non sprecare le primarie (di Claudio Lombardi)

strada del PdCongresso Pd a pieno regime. Impazza il calcolo delle percentuali e la caccia al voto degli iscritti ormai si sta quietando. Degli scandaletti sul boom di tesserati si è tanto parlato, meno del dibattito di massa che ha comunque coinvolto e coinvolge decine di migliaia di persone nei circoli. Meno ancora si parla dei milioni di italiani che si stanno interessando alla scelta del segretario del Pd. Questa, che continua ad essere una novità per i partiti italiani, incuriosisce e fa discutere tanta gente anche lontana dal Pd perché, obiettivamente, non è una tradizione della nostra politica poter andare alle urne per eleggere il segretario di un partito. E poi i candidati sono veri e si danno battaglia alla luce del sole con profili personali e identità politiche ben distinte.

Basta vedere cosa succede sull’altro versante, cioè a destra, per capire la differenza. Lì, un capo-padrone decide da una settimana all’altra che si chiude un partito e se ne apre un altro. E tutto il confronto sta sulla maggiore o minore fedeltà alla persona del capo che, trattandosi di Berlusconi, non è esattamente una questione di ideali politici.

espulsione BerlusconiPluricondannato che deve essere espulso dal Parlamento perché colpevole di reati infamanti, sotto processo per altri reati ancora più infamanti, Berlusconi è un politico finito e di cui tutte le persone per bene dovrebbero vergognarsi. Un uomo da allontanare dalla vita pubblica e da consegnare ai giudici e alla pattumiera della storia. Invece, scioglie e fonda partiti senza nemmeno l’ombra di un metodo democratico. Qualcuno si ribella (Alfano & C.), ma la destra italiana è ancora molto lontana da una sua rifondazione. Casomai i litiganti, i “diversamente berlusconiani” sono in gara per spartirsi i voti del centro destra che Forza Italia resuscitata non potrà certo rappresentare come ha fatto negli ultimi venti anni, ma insomma l’obiettivo di una destra europea sembra ancora molto lontano.

partecipazione politica PdNiente di tutto questo nel Pd. Tutto bene allora? Manco per niente, perché l’attenzione è ancora troppo concentrata sulla ricerca del leader e meno sulla ricerca della politica migliore da far fare al Pd. Anche il dibattito nei circoli è stato segnato in negativo dalle competizioni e dalle ambizioni personali delle seconde, terze e quarte file di sostenitori di questo o quel candidato e da logiche di corrente che impediscono il confronto.

La preoccupazione ossessiva per le regole, la disattenzione per il dibattito sulle proposte politiche e programmatiche degli stessi candidati, il fatto di aver incanalato la partecipazione degli iscritti e dei cittadini alla definizione della linea politica e dell’identità del partito solo dentro la gara per le cariche di segretario nazionale (e provinciale) sono i limiti che il Pd deve superare se vuole che questa sua “invenzione” e la sua stessa esistenza come partito siano utili all’Italia e al rinnovamento della politica.

L’8 dicembre gli italiani eleggeranno il segretario del Pd, ma da allora in poi il Pd tutto (e non solo il segretario eletto) dovrà dimostrare di esserselo meritato.

Claudio Lombardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *