Parametri assurdi e realtà italiana

ipocrisia italianiIl 3% di deficit è assurdo; il 60% di debito sul PIL è assurdo; il fiscal compact è assurdo con la sua pretesa di bilanciare entrate e spese e di diminuire il debito. Tutto assurdo perché vuole costringere realtà molto diverse in parametri finanziari rigidi e predeterminati.

Però.

Però il Trattato di Maastricht è del 1992, la moneta unica c’è dal 2002. La fase preparatoria della moneta unica è durata una ventina d’anni durante i quali c’è stato tutto il tempo di studiare l’impatto dell’euro sulle economie e sulla finanza pubblica. Però fino allo scoppio della crisi nel 2008 i mercati finanziari ci hanno lasciato in pace regalandoci tassi di interesse sul debito pubblico molto bassi. In quegli anni l’euro ha portato in Europa una stabilità che prima non c’era. Ma qualcosa non ha funzionato. È scoppiata la crisi degli speculatori della finanza che ha “costretto” i governi a mobilitare risorse enormi per salvare le banche. E sotto stress i nodi vengono al pettine….

Però la corruzione, il clientelismo, gli sprechi, le bande di ladri che si sono annidati nella politica, nelle istituzioni e negli apparati pubblici non ce li ha portati la speculazione internazionale.

spesa pubblicaPerò risorse enormi sono state (e sono) dilapidate grazie a un sistema di potere che ha dato vita a un blocco sociale fortissimo basato sul parassitismo ai danni della spesa pubblica. E blocco sociale significa che c’è un po’ di tutto, dalla pensione di invalidità regalata ai finti ciechi, all’affarista che si prende milioni di euro, all’industriale che si prende contributi a pioggia e chi si è visto si è visto tanto c’è l’onorevole, il ministro e Sua Eccellenza a copertura (e a libro paga).

Però la Sicilia ha avuto prima di tutti il federalismo e i soldi e tanto potere e un fiume di contributi pubblici, statali ed europei, non hanno prodotto nessuno sviluppo e l’acqua ancora non arriva ad Agrigento. Insieme alla Sicilia tante altre zone dell’Italia hanno ricevuto aiuti, finanziamenti, incentivi e non ci ritroviamo più nemmeno l’asfalto delle strade. Per tutti i terremoti e le calamità naturali sono stati stanziati migliaia, decine di migliaia di miliardi, ma i territori colpiti non sono diventati quei paradisi che tutti quei soldi facevano immaginare. E i soldi non nascono sugli alberi e, prima o poi, finiscono.

bei tempi liraPerò negli anni ’70 si andava in pensione anche a 15 anni, sei mesi e un giorno di anzianità. Però in Alitalia i privilegi dei lavoratori erano inimmaginabili per i comuni mortali. Però le cure termali le facevano (quasi) tutti gli statali ed erano 2 settimane di ferie in più e a qualcuno lo Stato gli pagava pure l’albergo. Però i ticket sanitari sono sempre stati evasi da una maggioranza di assistiti. Però gli industriali hanno succhiato soldi pubblici facendo pagare allo Stato le crisi e i fallimenti, ma nessuno di loro ha mai pagato veramente di persona. Anzi, i guadagni li hanno portati all’estero anche quando le loro aziende avrebbero avuto bisogno di investimenti. Però le case popolari se le vendevano gli occupanti e gli impiegati degli enti di gestione e con 5-10 milioni la casa te la prendevi. Qualcuno, non tutti. Gli altri stavano in graduatoria per 10 anni.

Però le “Infrastrutture Lombarde” hanno regalato milioni di euro in consulenze ad avvocati e professionisti vari alcuni dei quali sono adesso sotto processo. E quante altre Infrastrutture Lombarde ci sono state e ci sono in Italia?

Però le “famose” siringhe costavano 10 da una parte e 80 dall’altra. E per quanti anni le abbiamo pagate?

Però i miracoli non esistono e se avessimo oggi la lira saremmo degli straccioni alla bancarotta perché quando c’era la LIRA ai bei tempi non c’erano India e Cina e Taiwan e in Vietnam si faceva la guerra non tutti i prodotti che si fanno oggi. Che sono più di quelli che facevamo ai bei tempi quando c’era la lira e potevamo giocare con l’inflazione e la svalutazione.

Però ogni anno dobbiamo chiedere in prestito oltre 400 miliardi di euro e perché ce li dovrebbero dare?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *