Politica e antipolitica (di Elio Rosati)

I sondaggi stanno scuotendo l’anima dei partiti.

Secondo i sondaggi sembra che il movimento di Beppe Grillo sia il terzo partito. Sembra anche da altri sondaggi che il PD e il PDL siano sotto il 20% dei voti. Un crollo. Ed ecco che il segretario del PD (per carità deve fare così) attacca l’antipolitica, la demagogia e il rischio che vive la democrazia e invita tutti i partiti a raccolta.

Le opposizioni – Lega, IDV, Vendola e rimasugli della sinistra e della destra – fanno campagna elettorale per l’anno prossimo in modo da potersi presentare agli elettori come quelli che si sono opposti. A cosa poi bisogna capirlo e andrebbe chiarito meglio. Perché la Lega è responsabile del fallimento di questi ultimi 20 anni, perché l’IDV dice no per non perdere elettori proprio verso il movimento di Beppe Grillo, perché Vendola, pur apprezzabile nel suo percorso politico, anche lui rappresenta un modo personale di fare politica.

Ma il ragionamento di oggi è puntato sull’uscita del segretario del PD, che poi fa il paio e il tris con altre uscite di Casini e di Alfano.

Il ragionamento è, più o meno, il seguente. Attenti a non delegittimare i partiti (noi) altrimenti chissà che rischi si corrono. Tradotto: senza di noi non si può fare nulla.

Premesso che non mi piacciono le posizioni di Grillo, di Vendola e di Di Pietro, trovo però abbastanza risibile il fatto che i problemi sollevati da tali schieramenti non siano presi seriamente. Anche se chi li solleva lo fa solo come strumento tattico al fine di conquistare posizioni dalle quali continuare a fare opposizione perché, poi, quando si tratta di governare molto cambia dato che allora si tratta di decidere e di realizzare il che è sempre molto difficile.

Ma la cosa che trovo ancora più paradossale è che dovremmo come cittadini continuare a dare fiducia ai partiti, a questi partiti. Il nostro sistema partitico è in crisi da almeno 30 anni. E’ passato attraverso tangentopoli, il berlusconismo e il partito personale, oggi siamo al governo tecnico (che compie scelte politiche ovviamente) che si è reso necessario per il fallimento dei partiti al governo e per l’assenza di una credibile alternativa fra quelli di opposizione.

Però si chiede a noi cittadini di avere pazienza e fiducia che saranno sempre gli stessi partiti a trovare le soluzioni a tutti i  problemi. Infatti nemmeno di fronte allo scandalo del finanziamento dei partiti questi partiti riescono ad agire con rapidità e serietà. E dire che avrebbero il consenso della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica.

Per dare fiducia ci vorrebbe che qualche volta fossero i partiti (o, almeno, alcuni partiti) a scoprire i problemi prima che si manifestino con scandali o inchieste giudiziarie. Ma questo sarebbe possibile solo se si abbandonasse un punto di vista autoreferenziale cioè se si uscisse dai circoli di persone che gestiscono istituzioni, enti o apparati di partito e si guardasse ai cittadini comuni e alla grande fame di chiarezza, di trasparenza e di onestà che sta crescendo nella società civile.

Solo così si scoprirebbe che i cittadini possono essere la grande risorsa dell’Italia e la struttura portante della democrazia. Ecco su questo varrebbe la pena di investirci risorse e intelligenze.

Elio Rosati

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