Referendum trivelle: 5 punti per capirlo

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Il 17 aprile si svolgerà un referendum sulle trivelle. Di più, per ora, non si capisce perché è un referendum chiesto da alcune regioni e non è stato preceduto da alcuna raccolta di firme e relativa campagna dei promotori. Iniziamo a parlarne pubblicando una sintesi per punti scritta da Pino Modola.

    • Le trivelle non c’entrano un accidente. Si parla SOLO di impianti già in esercizio, a trivellazioni già concluse da anni, se non da decenni.
    • Il quesito riguarda solo gli impianti entro le 12 miglia dalla costa e non tocca quelli più al largo.
    • La vittoria del sì comporterebbe la chiusura di impianti ancora produttivi che si limitano a convogliare il gas estratto nei gasdotti già costruiti e già in uso (oltre un quarto di tutto il gas prodotto in Italia, che è parecchio: il 26,7%) e una piccola percentuale di petrolio prodotto in Italia, che è pochissimo, anch’esso in condotte già costruite e in esercizio (meno del 10%).

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  • Con la vittoria del sì, dovremmo ridurre i consumi energetici (riscaldamento, autotrazione, generazione elettrica, gas da cucina), oppure, a parità di consumi, acquistare all’estero e a prezzi di mercato le risorse energetiche che producevamo per conto nostro. Ai prezzi bassissimi di oggi, almeno mezzo miliardo di euro ogni anno. Più – incidentalmente – la perdita di alcune migliaia di posti di lavoro. Ma questo non è un aspetto ambientale e quindi non interessa in alcun modo: nella moderna cultura per la quale un cucciolo puccioso dall’aria tenera vale emotivamente più di un bambino affogato o ucciso sotto le bombe, non c’è speranza che qualche migliaio di disoccupati in più possano turbare i sonni di qualcuno. Oltretutto, trovare un lavoro è facilissimo….
  • Nei decenni di attività delle piattaforme interessate dall’iniziativa referendaria, non si è registrato alcun incidente significativo: pare che in Italia sappiamo costruire bene le piattaforme. La perfezione non è di questo mondo, naturalmente; e nessuna persona dotata di senno garantirà in scienza e coscienza che nessun incidente si verificherà mai (come nessun chirurgo garantirà mai che durante l’intervento non si verificherà alcun evento spiacevole). I precedenti positivi, però, vogliono dire qualcosa (e affidiamo con una certa sicurezza la nostra vita alle mani di un chirurgo che non ha mai sbagliato un intervento).

I termini della questione sono questi. Ciascuno deciderà poi come comportarsi: ogni parere è lecito; purché si sappia di che cosa si sta parlando.

Pino Modola

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