Ricostruzione a L’Aquila: i poteri forti si fanno strada fra le macerie (di Aldo Cerulli)

L’ultimo “capolavoro” per gli affari sulla ricostruzione porta il nome di un fondo immobiliare chiamato “Europa risorse sgr” che fa capo ad un abruzzese doc da poco ritornato in Abruzzo dall’Australia: Antonio Napoleone.

L’intricata storia fatta di società, fiduciarie, paradisi off shore, ordinanze della protezione civile che spianano la strada a progetti, partendo da L’Aquila, incrocia Napoleone, arriva a Roma tra Palazzo Chigi e la Protezione Civile e ritorna in Abruzzo con un altro personaggio noto (anche alle cronache giudiziarie) Massimo Caputi per poi saltare in mezza Italia tra compravendite di immobili.

 Per la ricostruzione in Abruzzo, ferma nelle zone colpite dal sisma dello scorso sei aprile si muovono i poteri forti della finanza speculativa. Un fondo immobiliare, “Europa risorse sgr”, ha acquisito la proprietà di 380 appartamenti, attualmente affittati agli sfollati, ma che fra pochi anni saranno rivenduti a prezzi di mercato. Dietro il fondo immobiliare, come risulta da un dossier preparato dai comitati aquilani si nascondono società anonime lussemburghesi e società finanziarie in un paradiso fiscale come le Cayman».

Sembra che dietro questi investimenti  si celi un finanziere come Massimo Caputi, molto noto alle cronache giudiziarie, essendo sotto inchiesta per riciclaggio, aggiotaggio e ostacolo all’attività di controllo di Consob e Bankitalia.  

1. ANTONIO NAPOLEONE IL FINANZIERE EMIGRANTE ED EUROPA RISORSE

Il suo mestiere è quello del developer, lo sviluppatore, un privato che raccoglie fondi pubblici e privati per realizzare progetti immobiliari. Un finanziere che agisce nella zona grigia dove politica ed economia vanno a braccetto. Napoleone apre una società tutta sua, la Bpd property development. Ma il vero salto avviene nel 2000, quando la Bdp trova un socio di eccezione: la Doughty Hanson & Co, multinazionale della finanza con un portafogli miliardario. Dall’incontro nasce la Europa Risorse Ips. Che nel 2009 fonda la Europa risorse Sgr, una società di gestione del risparmio. Tramite un fondo immobiliare ha acquistato, nella città colpita dal sisma, 500 appartamenti da affittare agli sfollati. E ciò grazie al prezioso sostegno delle ordinanze di Guido Bertolaso, allora Commissario all’emergenza aquilana. Case preziosissime, nel desolante panorama del dopo terremoto, che Napoleone – presidente e amministratore delegato della Sgr – si impegna a vendere solo dopo tre anni, ricavandone una rendita “equa”, del 3,5 per cento».

Dopo il sisma Napoleone  raggiunge subito L’Aquila e nella città in emergenza il finanziere si dà da fare: «Mi candido a developer e anche advisor della Protezione civile», aggiunge su Tempi, giornale vicino a Comunione e Liberazione, il 18 maggio 2009. I diretti interessati aprono subito la porta: il commissario Bertolaso e l’allora prefetto di L’Aquila Franco Gabrielli (che oggi ha sostituito l’”uomo delle emergenze” al comando della Protezione civile) con una serie di ordinanze in deroga, fanno entrare il finanziere nel giro di quelli che contano.  Nel capoluogo  ci sono migliaia di appartamenti sfitti. E troppi sfollati per lasciare le case vuote. La Protezione civile dichiara con l’ordinanza 3769 (15 maggio 2009) l’obiettivo di reperire «alloggi ad uso abitativo non utilizzati». Con l’uso del potere di requisire gli immobili privati (misura giustificabile dinanzi all’emergenza)? No perché i costruttori nella città pesano molto. E allora si preferisce stanziare un indennizzo per le imprese edili pari a 30mila euro per ogni casa in costruzione (ordinanza 3789, 9 luglio 2009) purché gli immobili vengano affittati agli sfollati. Poi, a settembre, il beneficio viene concesso anche a «fondi comuni di investimento immobiliare costituiti per l’acquisto di unità residenziali da adibire alla locazione per 18 mesi rinnovabili fino a 36». Ecco che per Napoleone scatta la copertura del contributo pubblico. E la fiducia di Bertolaso e Gabrielli è tale che, il 21 settembre 2009, l’ordinanza 3810 assegna proprio a Europa Risorse il compito di affiancare la Protezione civile nella ricerca di immobili da requisire : Europa risorse riesce a costituire un primo portafoglio di appartamenti. Il 23 dicembre 2009, in un comunicato ufficiale, l’Sgr annuncia «la consegna, alla presenza del dr. Guido Bertolaso, delle prime abitazioni realizzate dal fondo Aq», gestito da Europa risorse. Oggi, secondo i dati della Protezione civile, gli inquilini di Aq sono 804, molto meno dei duemila prospettati dal finanziere. Ma Napoleone è riuscito nell’obiettivo: guadagnare la fiducia di chi gestisce denaro e potere a L’Aquila

Il finanziere abruzzese non nasconde i suoi progetti sulle aree più preziose dell’Aquila. Anche perché, come ha dichiarato in un recente convegno  «servono soldi dei privati. Fondi pubblici non ce n’è, inutile discutere». Il progetto è già pronto. Qui Napoleone si dice pronto a varare un nuovo fondo immobiliare, chiamato Aq1, per avviare progetti nel Corso Federico II, in pieno centro «dove l’edificio Ex- Standa è già stato opzionato da Europa Risorse». Poi propone la costruzione di villette, spazi commerciali, persino di un centro anziani, in uno degli insediamenti del piano C.a.s.e., probabilmente quello di Bazzano, il più popoloso. Infine sotto la lente del finanziere cadono due tra le zone più pregiate del territorio comunale: il campus Reiss Romoli, sede di un centro di formazione di Telecom chiuso dopo il sisma, e attualmente sede di aule universitarie, dove Napoleone propone di costruire 1500 residenze per studenti, un auditorium e spazi commerciali; e l’area di Collemaggio, a due passi da una delle più belle basiliche aquilane, dove aveva sede un ospedale psichiatrico, proprietà tutt’ora dell’Asl, che si è detta pronta a cedere l’area per ripianare il buco della sanità abruzzese (nonostante la legge regionale vincoli la destinazione del ricavato ad investimenti per incrementare le cure ai malati psichici). L’area, inoltre, ospita dall’autunno del 2009 lo spazio sociale Casematte, dove ha sede il comitato 3e32, uno dei più attivi nella città nel promuovere iniziative culturali, concerti e dibattiti pubblici. E sono proprio gli attivisti del 3e32 i primi ad aver indagato Europa Risorse e i suoi intrecci. Per i suoi nuovi progetti Napoleone immagina investimenti pari a 220 milioni di euro, con plusvalenze meno etiche rispetto al primo fondo: il 10-12 per cento.

2. MASSIMO CAPUTI, DALLA PROGER A SVILUPPO ITALIA ALLA RICOSTRUZIONE

Massimo Caputi abruzzese doc ha iniziato molto presto e la sua scalata è stata vertiginosa. Negli anni ’90 è l’uomo forte della Proger il colosso della progettazione che ha avuto i meriti di costruire mezzo Abruzzo. Solo a Pescara si ricorda il porto turistico e la cittadella giudiziaria per centinaia di miliardi di vecchie lire e molto altro. Qualche inchiesta del passato lo ha sfiorato senza mai preoccuparlo.

«L’ultima sua disavventura», ricorda Left, «fa ancora ridere i più traghettati uomini di borsa italiana: il 7 maggio 2008 Caputi dimentica in un albergo, a Milano, una busta contenete 45mila euro in contanti. Troppi per le spese personali, anche per gli amanti del lusso. Il commesso che li trova si spaventa e chiama la polizia. Gli inquirenti mettono sotto controllo il telefono di Caputi. Bastano pochi ascolti per capire che gli argomenti sono molto interessanti. Il 24 luglio del 2009 Caputi viene ufficialmente indagato dai magistrati di Milano. Le accuse sono pesanti: riciclaggio, aggiotaggio e ostacolo all’attività di controllo di Consob e Bankitalia. Sotto la lente finisce proprio la gestione della Fimit sgr che investe in fondi immobiliari ingentissime somme di denaro per conto delle casse pensionistiche Enasarco (medici), Inarcassa (ingegneri e architetti), Enpals (lavoratori dello spettacolo) e Inpdap (dipendenti pubblici). Una società così forte da mirare all’acquisizione di un colosso del settore, come la Pirelli Re, che Tronchetti Provera sembrerebbe pronto a dismettere. Come manager pubblico di Sviluppo Italia nel 2005 Caputi si occupa anche della vendita di Turismo Italia, che viene acquisita dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, insieme alla Mita Resort. La stessa società che ha acquisito a prezzo di saldo il controllo dell’Arsenale della Maddalena, l’albergo che avrebbe dovuto ospitare il G8 poi trasferito a L’Aquila, costruito dal duo Anemone-Balducci grazie alle ordinanze di Guido Bertolaso. Della stessa Mita Resort, Caputi è stato consigliere dal 2005 al 2010 e nel 2007 anche vice presidente, grazie al controllo di metà delle quote. Non solo: secondo L’Espresso la Mita Resort nel 2007 acquista dalla Lehman Brother un complesso turistico a Pula, nei pressi di Cagliari, chiamato Forte Village. E la Mita a chi cede, per 210 milioni, il gioiellino appena acquistato? Ai fondi immobiliari della Fimit. Il cui amministratore delegato è lo stesso Caputi. Tra le innumerevoli operazioni immobiliari milionarie gestite dal finanziere ce n’è una che salta all’occhio. Nel 2006 un gruppo di attivisti di Action occupano in Via Cavour, a Roma, un immobile sfitto, denunciando un progetto di speculazione. In un’interrogazione parlamentare del 2007 emerge che il Fondo Beta della Fimit di Caputi ha acquistato l’immobile nel 2005 per 62 milioni. L’anno seguente lo rivende a 63,7 milioni a una nuova società, la Via Cavour srl, con sede a Milano. La società risulta di proprietà per il 51 per cento dello stesso fondo Beta della Fimit e per il 49 per cento della Doughty Hanson & Co. Nel cda della società, tra il 2007 e il 2008, siede proprio il proprietario della Bpd, l’inventore del fondo Aq di Europa Risorse sgr, Antonio Napoleone, lo sviluppatore.

Tremonti docet

Dalla parte di Napoleone c’è non solo la sua rete di rapporti con personaggi chiave. Ma anche una scelta del ministro dell’Economia Tremonti, che esercita la vigilanza sui fondi assicurativi e previdenziali pubblici e che controlla le azioni di una società chiave nella ricostruzione immaginata dal governo: la Fintecna SpA. Il decreto Abruzzo assegna la possibilità alla spa, proprietà del Tesoro, di acquisire la proprietà di immobili distrutti dal terremoto su cui sono aperti dei mutui, e di rivenderli dopo tre anni. Fintecna, con un’ordinanza di Protezione civile (la 3817) viene anche autorizzata ad acquisire azioni di Europa risorse Sgr. Il piano per la valorizzazione sembra già scritto, senza neppure interpellare Comune e cittadini, un contratto senza intermediari tra ministero dell’Economia e privati. Non solo. Un’altra ordinanza di Protezione civile (la 3820 del 12 novembre 2009) impone agli enti previdenziali pubblici «per il periodo 2009-2012» di destinare «in modo da garantirne la redditività – il 7 per cento degli stessi fondi ad investimenti immobiliari in via indiretta», ossia tramite fondi immobiliari. Una montagna di soldi pubblici per la ricostruzione che dovranno essere messi a profitto proprio dai privati. Solo dall’Inail potrebbero giungere a L’Aquila 1,7 miliardi di euro. Ma neppure un euro andrà ai risarcimenti degli sfollati. Napoleone, i finanzieri caraibici della Doughty Hanson e i loro soci veneti domiciliati in Lussemburgo sanno già cosa farne. 

Aldo Cerulli segretario Cittadinanzattiva Abruzzo

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