Rifiuti a Napoli: costruire una via di uscita tra emergenza e conflitti (di Fabio Pascapè)

Nella realtà napoletana l’emergenza rifiuti è diventata uno degli assi strategici intorno a cui ruota la politica cittadina e il funzionamento delle istituzioni. Dopo oltre vent’anni anni il problema resta drammatico per l’intreccio fra incapacità e scarsa incisività dei vari livelli istituzionali coinvolti, collusioni con la malavita, affarismo, rendite di posizione di chi è riuscito a sfruttare l’emergenza per il suo tornaconto. A questo va aggiunto il graduale esaurimento delle discariche e l’altrettanto graduale esaurirsi della disponibilità delle popolazioni campane ad accettare l’apertura di nuove discariche in assenza di un tangibile percorso di risoluzione definitiva del problema rifiuti a Napoli ed in provincia.

In un simile contesto è molto probabile che la camorra operi perché l’emergenza e il flusso di soldi che questa comporta non abbia fine. Ciò significa che, non appena si iniziano a prospettare soluzioni praticabili, la camorra agisce per renderle impossibili. D’altra parte il caldo rende particolarmente insopportabile la presenza dei rifiuti che in grande quantità e per l’ennesima volta si accumulano sulle strade cittadine e si stanno moltiplicando i gesti di insofferenza soprattutto nelle zone popolari della città. Si tratta, però, di gesti di natura ed origini profondamente diverse e sarebbe un grave errore affrontarli in maniera identica o appiattirli in un medesimo disegno. E’ il caso, anzi, di porre in essere ogni iniziativa per intercettare, anche con l’aiuto della società civile, il malessere autentico della popolazione per tenerlo ben distinto da quei gesti che potrebbero essere funzionali a disegni di ben altra natura.

In tal senso vanno accolte positivamente tutte quelle iniziative di sostegno alle istituzioni civiche che dopo lunghe e sofferte consultazioni elettorali si trovano a confrontarsi con una situazione che si trascina da oltre 20 anni. Occorre, in altri termini, dare tempo al tempo consentendo all’attuale Sindaco ed alla sua Giunta, appena eletti, di lavorare per attuare il programma di governo della città. Ai cittadini il compito di partecipare, monitorare, dare feedback, valutare civicamente l’efficacia delle politiche e degli interventi.

La visione

La problematica dei rifiuti è di una tale complessità e trasversalità che la sua risoluzione deve coinvolgere tutti (istituzioni, imprenditori, cittadini, sindacati, commercianti) i quali debbono lavorare in maniera concertata rendendosi disponibili a rinunciare ciascuno ad un “pezzetto” della propria rendita di posizione assumendo un atteggiamento flessibile e socialmente responsabile. Non è pensabile ad esempio realizzare la raccolta differenziata senza un coinvolgimento attivo dei cittadini che devono essere responsabilizzati direttamente. Non è pensabile lavorare per diminuire il problema del volume dei rifiuti senza acquisire la disponibilità dei produttori, dei distributori e dei dettaglianti ad istallare dispenser per la vendita dei detersivi. Gli esempi sono molti.

Rilievi e suggerimenti in ordine alla politica comunale sul tema.

“Primum non nocere”

Innanzitutto troviamo intollerabile, esasperante e rischioso (in termini di salute) che i rifiuti debbano permanere nelle strade per molti giorni prima che si arrivi alla dichiarazione dello stato di emergenza. Per noi l’emergenza deve cominciare prima che i rifiuti si spargano, divengano putrescenti, proliferino insetti, ratti, etc. In altri termini occorre individuare siti di trasferenza, anche con il coinvolgimento dell’esercito per la raccolta straordinaria, avvalersi dell’ausilio della protezione civile, prevedendo la possibilità che si crei un’emergenza prima che essa stessa si verifichi.

“Trasparenza assoluta e accountability”

Sulla tematica dei rifiuti scontiamo un deficit informativo gravissimo che si ripercuote anche in una mancata rendicontazione dell’efficacia delle politiche. Occorre creare urgentemente un unico interfaccia con il cittadino attraverso il quale sia possibile effettuare un monitoraggio civico delle misure adottate e della loro efficaciaefficienza.

“Partecipazione”

Il cittadino deve essere coinvolto semplicemente applicando il comma 461 della finanziaria 2008 (Protocollo Confservizi 25 ottobre 2010) di cui abbiamo chiesto l’applicazione svariate volte all’amministrazione uscente senza neanche ricevere risposta….

“dalla TARSU alla TIA”

Non è piu’ rimandabile il passaggio alla tariffa che è piu’ adatta ad incentivare comportamenti virtuosi in quanto legata ai volumi prodotti

“facilitare i rimborsi TARSU in caso di mancata raccolta dei rifiuti”

L’attuale regolamento TARSU deve essere rivisitato in quanto prevede un meccanismo di abbattimento della tassa (-60%) in caso di mancata od irregolare raccolta dei rifiuti farraginoso e di difficile praticabilità da parte del cittadino. L’assurdo è, tra l’altro, che si nega la possibilità di avere l’abbattimento della tassa se la mancata o irregolare raccolta dipende dalla saturazione delle discariche!!! (vedi contributo pubblicato su CIVICOLAB http://www.civicolab.it/?p=1322)

“impatti sulla salute dei cittadini”

i dati sull’impatto che la crisi rifiuti ha avuto ed ha sulla salute dei cittadini devono essere raccolti e resi pubblici

Idee e proposte concrete per la rapida costruzione di un ciclo virtuoso dei rifiuti

L’obiettivo di lungo periodo deve essere quello dei “rifiuti zero” mediante differenziazione e riciclo. E’ un obiettivo però ancora distante il cui raggiungimento presuppone la partenza del porta a porta in tutta la città e deve essere perseguito utilizzando diverse leve come ad esempio:

1- incentivare la raccolta differenziata con meccanismi premiali. Occorre creare un collegamento diretto tra coloro che riciclano i rifiuti ed i cittadini. Ad esempio gli imprenditori del riciclo potrebbero essere incentivati ad installare punti di raccolta automatici del vetro, del pvc, dell’alluminio, etc. rilasciando in cambio benefit come ad esempio sconti, etc.

2 – diminuire gradualmente il volume degli imballi ed il numero dei contenitori monouso spingendo la produzione e la distribuzione ad utilizzare dispenser per i detersivi, per le bevande;

3 – in generale incentivare tutto ciò che è ricaricabile

4 – costruire forme di incentivazione del cittadino che leghino la quantità di rifiuti conferiti e la qualità della differenziazione a dei benefit per il cittadino come ad esempio sconti sulla TARSU, etc.

Idee e proposte per una efficace partecipazione democratica alle scelte dell’Amministrazione.

Semplicemente adottare il comma 461 della finanziaria 2008 (di cui al Protocollo Confservizi-Associazioni del 25 ottobre 2010) che prevede:

a) obbligo per il soggetto gestore di emanare una «Carta della qualità dei servizi», da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate

b) consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori;

c) previsione che sia periodicamente verificata, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l’adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell’utenza cui il servizio stesso si rivolge, ferma restando la possibilità per ogni singolo cittadino di presentare osservazioni e proposte in merito;

d) previsione di un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri fissati nel contratto di servizio e di quanto stabilito nelle Carte della qualità dei servizi, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale o dell’ambito territoriale ottimale, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori ed aperto alla ricezione di osservazioni e proposte da parte di ogni singolo cittadino che può rivolgersi, allo scopo, sia all’ente locale, sia ai gestori dei servizi, sia alle associazioni dei consumatori;

e) istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei consumatori nella quale si dia conto dei reclami, nonché delle proposte ed osservazioni pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei cittadini;

f) previsione che le attività di cui alle lettere b), c) e d) siano finanziate con un prelievo a carico dei soggetti gestori del servizio, predeterminato nel contratto di servizio per l’intera durata del contratto stesso.

Fabio Pascapè coordinatore Assemblea Cittadinanzattiva Napoli Centro

Un commento

  • chi sarebbero “le associazioni di tutela dei consumatori” ?? fino ad oggi che hanno fatto?? dove sono?? chi le foraggia???

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *